Triumph Daytona 660

Triumph Daytona 660: media sportiva per la strada

Comincia un anno nuovo di zecca, è il momento perfetto per tirare le somme e tentare di capire da che parte stia andando il mondo. E in fatto di moto sportive, una categoria specifica sembra destinata a prendersi le luci della ribalta in questo 2024, quella delle medie sportive stradali. La nuovissima Triumph Daytona 660, appena svelata, è infatti solo l’ultima arrivata in un foltissimo gruppo.

Al momento, infatti, abbiamo Aprilia RS660, Yamaha R7, Suzuki GSX-8R, Kawasaki ZX-4RR e Honda CBR650R, alle quali si aggiunge una Cfmoto a tre cilindri che dovrebbe essere mostrata nei prossimi mesi

Inutile sottolineare come Triumph faccia sul serio con questa nuova sportiva, tanto da rispolverare il mitico nome storicamente riservato alle sportive di Hinckley. Triumph Daytona 660 dunque, che non significa una supersportiva estrema, ma una stradale pepata che prende vita dalla base della sorella Trident.

È nata per divertire tra le curve senza farsi odiare nel traffico cittadino e strizza l’occhio ai centauri con patente A2. La nuova di Hinckley vanta un equipaggiamento interessante e promette di far divertire i piloti di qualunque livello.

L’unica media con tre cilindri

La Daytona 660 è la prima della sua categoria ad essere spinta da un motore tre cilindri. La cubatura, come dice il nome, è di 660cc. Il risultato è una potenza di 95cv a 11.250 giri e 69Nm di coppia a 8.250 giri. C’è un sistema di scarico tutto nuovo, pensato per esaltare al meglio il sound. Finchè la lancetta non raggiunge i 7.000 giri l’erogazione resta circa la stessa della sorella naked. Oltre quella soglia crescono coppia e potenza, con il limitatore fissato a 12.650 giri. Il cambio è a sei marce, e a richiesta è disponibile il cambio elettronico (sia in cambiata, sia in scalata) Triumph Shift Assist.

Il kit di adeguamento alla patente A2 prevede un comando acceleratore dedicato, sempre ride-by-wire, e una mappatura centralina specifica. Attraverso la rete ufficiale Triumph, naturalmente, è sempre possibile riportare la Daytona 660 a piena potenza.

Tecnologia e ciclistica da grande

I cerchi in alluminio sono equipaggiati con gomme Michelin Power 6 (120/70 per l’anteriore e 180/55 per il posteriore), mentre le sospensioni portano la firma Showa. La forcella a steli rovesciati da 41 mm collabora con il monoammortizzatore, che ha il precarico regolabile. Di serie, insieme all’impianto ABS fornito da Continental, ci sono i tubi freno in treccia e le pinze radiali a quattro pistoncini. Completano l’impianto frenante i dischi da 310mm.

Il sistema ride-by-wire offre tre modalità di guida: Sport, Road e Rain. Ognuna prevede diversi livelli di taratura del controllo di trazione che può essere spento dal menu dedicato. La strumentazione è composta da uno schermo TFT a colori integrato in un display LCD in bianco e nero. Il sistema è compatibile con il modulo My Triumph Connectivity System, che consente la navigazione turn-by-turn e l’interazione con telefono e musica.

Ulteriore pregio tecnologico riguarda l’illuminazione, con tutti i fari a LED, mentre le colorazioni sono pulite e aggressive, in pieno stile Triumph: Snowdonia White, Satin Granite e Carnival Red.  La linea di accessori spazia dal codino monoposto alle manopole riscaldabili, per mettere d’accordo tutti a prescindere dal tipo di utilizzo che si farà della moto.

La sella è a 810mm da terra, ma è disponibile una configurazione che la riduce a 785 mm, adatta dunque a qualsiasi lunghezza di gamba. La Triumph Daytona 660 arriverà sulle strade in primavera, ma è già ordinabile presso i concessionari Triumph. Il prezzo per il mercato italiano sarà reso noto a breve, ma possiamo aspettarci una cifra appena inferiore ai 10.000 euro.