gsx8r cup

Prova Suzuki GSX8-R Cup: la pronto pista svelata al Suzuki Motor Fest

La versione Cup della piccola sportiva di Hamamatsu si è tolta i veli in occasione del Suzuki Motor Fest a Misano. Ha le carte in regola per essere una piccola belva da gara? Per scoprirlo l’abbiamo strapazzata tra i cordoli

Testo: Mattia Foto: Suzuki
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La prima edizione del Suzuki Motor Fest è stata un successo. Tra moto, auto, motori marini e simulatori si sono fatte vedere tutte le forme della passione per il marchio di Hamamatsu. Dal paddock di Misano sono passati oltre duemila appassionati, i turni in pista per le due e quattro ruote sono andati sold out. Noi c’eravamo e, anche se a tratti ci siamo fatti tentare da tutto lo spasso a disposizione, eravamo lì per un motivo ben preciso: mettere le mani sulla neonata GSX8-R Cup

Primo contatto con la GSX8-R Cup

Quando varco i cancelli del Misano World Circuit, trascinando il borsone pieno di tutta l’attrezzatura per entrare in pista, una Swift Sport sta derapando nel tracciato per la guida sicura. Prendo nota… qui ci ritorno.

Mi faccio strada fra i V-Strom che partono per i test ride su strada e le Jimny che saltellano sui tronchi affrontando il percorso off-road. Raggiungo i box, la presentazione della nuova moto sta per cominciare e non posso perdermi nemmeno una parola. A svelare la nuova belvetta di casa Suzuki ci sono Lucchinelli, Kevin Schwantz e Franco Uncini. Eccola la protagonista, si chiama GSX8-R Cup. Il nome suona familiare? Certo! Lei è la versione tutta pepe, dedicata esclusivamente ai cordoli, della nuova bicilindrica sportiva di Suzuki.

La cura per la pista

Ha preso le vitamine giuste per diventare una divoratrice di cordoli e ora si presenta in un vestito (di vetroresina) nero e con il nome in giallo che domina la pancia della carenatura. Sotto alle carene da pista resta il bicilindrico fronte marcia da 776cc, 83cv e 78Nm a 6.800 giri. Cambia la ciclistica, ora firmata Ohlins. Risulta più affilata grazie al mono con serbatoio separato e alle cartucce messe a punto da Andreani. I freni restano quelli della GSX8-R di serie, ma guadagnano i tubi in treccia aeronautici.

La GSX8-R Cup alza la voce grazie a uno scarico completo Akrapovic con il terminale in carbonio. Le pedane della Spider Racing Parts, nuove e completamente regolabili, collaborano con i semimanubri sportivi per rendere la posizione di guida più caricata. Sono montati sotto alla piastra di sterzo e equipaggiati con un blocchetto comandi dall’indole racing.

A completare l’allestimento pronto pista ci pensano tutti i para-carter, le protezioni per la leva freno e per la catena. Il tappo del serbatoio è di tipo racing, non serve più la chiave di accensione per aprirlo. Anzi lei, la chiave, è proprio sparita dai radar … come sui veri prototipi da corsa.

GSX8-R Cup tra i cordoli di Misano

Prima di percorre la pit-lane, per involarmi verso il primo turno in pista, butto un occhio alla piccola GSX8-R Cup. Monta delle gomme Dunlop che hanno appena fatto capolino dalle termocoperte. Non sono il prodotto più estremo sul mercato, ma sulla piccola Suzuki sono un buon compromesso fra spesa e resa.

La posizione in sella è da sportiva vera. È ben caricata sull’avantreno, ma non restituisce la sensazione di essere appollaiati su un trespolo. Su una sportiva media, dove lo spazio non abbonda mai, è una buona cosa. Ci vogliono un paio di giri per capire che spigolare le traiettorie con la GSX8-R Cup è il modo migliore per ritrovarsi piantati in uscita di curva… giusto il tempo di ricordare che la mia R1 personale è rimasta in garage insieme a tutta la preparazione GYTR e che la Suzuki devi “farla correre”.

Il divertimento, con la GSX8-R Cup, sta nel cercare le traiettorie che consentono di mantenere alta la velocità di percorrenza. Spalancare il gas in uscita non impensierisce mai e i punti di frenata si spostano molto in profondità, verso l’ingresso della curva. Il cambio elettronico fa il suo dovere sia in cambiata sia in scalata, anche se a volte non è un campione di precisione e rapidità. La frenata è solida e la forcella affonda quanto basta, non cede sotto al peso di moto e pilota.

Prese le dovute misure è il momento di spingere. Il curvone lo faccio in pieno già da molti giri, e non per merito mio: le velocità di punta della Suzuki non mettono in crisi. La GSX8-R Cup sfrutta il suo interasse, maggiore rispetto ad alcune concorrenti, per rimanere stabile alle alte velocità. Per lo stesso motivo sacrifica un po’ l’agilità, che comunque abbonda. Qui viene il bello…

Facile, ma non banale

La versione Cup della giapponese vuole essere guidata con il fisico. Per alzare il ritmo bisogna lavorare con il corpo, specialmente per raggiungere velocemente il punto di corda. Contrastare questa leggera tendenza ad allargare rende le cose più interessanti. Il pacchetto delle sospensioni risponde bene alle regolazioni. È in grado di garantire il giusto setting a piloti ben più esigenti, e veloci, di me e di supportare smanettoni di tutte le taglie.

La Suzuki GSX8-R Cup è una belvetta da cordoli con tutte le carte in regola per accompagnare i principianti, ma pensare che non possa divertire un motociclista esperto è un errore. Non mette in difficoltà grazie alla potenza ridotta e alla ciclistica sincera, perdona gli errori e ti consente di correggerli. Insomma, se siete alla ricerca di qualcosa di meno impegnativo e mostruoso dei “milloni” di ultima generazione la GSX8-R Cup è una sportiva fatta e finita. Vi piace la competizione? Ancora meglio. Pare che nei piani di Suzuki ci sia un campionato dedicato proprio a lei. Io non vedo l’ora che inizi.