Cfmoto moto3 intervista

Speciale Team Aspar CFMOTO: giovani campioni crescono

Oltre a essere una delle categorie più combattute, la Moto3 è il mondiale da cui escono i futuri campioni che poi andranno a battagliare in MotoGP. Aigor e Lore hanno approfittato dell’invito del team Aspar Cfmoto per conoscere da vicino, nel weekend del Mugello, due giovani molto promettenti: l’attuale leader del mondiale, David Alonso, e un rookie molto interessante, Joel Esteban

Testo: Aigor Foto: T. Maccabelli
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Sono tanti anni che, per lavoro, mi capita di passeggiare tra paddock e pitlane del Mugello durante il weekend della MotoGP. Ma nonostante questo, una cosa a cui continuo a non abituarmi, è a quanto siano giovani i piloti della Moto3. Voglio dire, parliamo di ragazzini che si giocano un mondiale, e come tali si devono barcamenare tra responsabilità, aspettative e interessi economici. Per non parlare del fatto che nell’universo delle gare non si fanno sconti: una stagione sbagliata, un infortunio, la perdita dello sponsor giusto e… potenzialmente sei fuori, soprattutto se sei agli inizi.

Giovani e velocissimi

Ebbene, immaginatevi un tale carico di pressioni sulle spalle di piloti che sono poco più che bambini. Parliamo di diciassettenni (è questo il limite minimo di età per i migliori in arrivo dalle categorie Junior GP e Rookies Cup) che, dato il fisico minuto e leggero che li favorisce nelle categorie minori, sembrano ancora più giovani di quanto non dicano le loro carte d’identità. Ma che poi, quando abbassano la visiera, riescono nell’impresa di girare in una pista come il Mugello, in sella a moto da soli 60cv, in tempi paragonabili a quelli delle leggendarie GP500 2T e a soli nove secondi dalle attuali MotoGP (che hanno quasi il quintuplo della potenza!).

Un’altra cosa che mi fa impressione è che i “ragazzini” della Moto3, essendo ai primi passi della loro carriera, mancano ancora del tutto di quella “malizia”, o anche solo di quegli atteggiamenti da “star” che, volenti o nolenti, i piloti più famosi finiscono per mostrare anche solo perché inevitabilmente immersi nel loro ruolo.

I Talenti del Team Aspar CFMoto

È il caso dei due giovani campioni che abbiamo incontrato nel paddock del weekend MotoGP del Mugello, grazie all’invito del team Cfmoto Aspar: David Alonso e Joel Esteban. Se non li conosceste, sappiate che il primo, diciottenne di Madrid ma con passaporto Colombiano, è l’attuale Rookie of the Year della Moto3, dopo un brillante anno d’esordio in cui si è classificato terzo nel mondiale.

Nel momento in cui scriviamo, David è leader del mondiale, con cinque vittorie in sette gare, ed è fortemente indiziato per la conquista del titolo finale, con anche il classico appellativo di “predestinato”, che solitamente viene rivolto a quelli che si presume faranno faville nella loro futura carriera.

L’altro è Joel Esteban, spagnolo, pure lui diciottenne, arrivato in Moto3 dopo una brillante stagione nella categoria JuniorGP, con due vittorie e un totale di sei podi che lo hanno portato al quarto posto nella classifica generale e hanno fatto decidere al team Aspar Cfmoto di promuoverlo al mondiale.

David e Joel, genuini e spontanei

Ci siamo accordati per fare con loro un paio di brevi interviste ed è bello notare come, a differenza dei top rider, che spesso finiscono per approcciarsi agli incontri coi giornalisti come a dei fastidi inevitabili, David e Joel siano genuinamente felici ed eccitati all’idea di scoprire cosa abbiamo da domandargli e poter parlare di loro e della loro vita davanti a dei microfoni.

Per la cronaca, il weekend del Mugello si conclude con Alonso che sale sul gradino più alto del podio dopo essere partito in pole position, mentre Esteban, intruppato nel gruppone, non riesce ad andare a punti, ma continua il suo percorso di crescita all’esordio in Moto3. Ma ora parola ai due giovani, futuri campioni.

13 DOMANDE A… DAVID ALONSO

David, a che età hai cominciato ad andare in moto e quale è stata la tua prima moto?

“Ho cominciato quando avevo 5 anni, all’inizio su una minimoto cinese. È una cosa piuttosto comune in Spagna per i bambini che sognano di diventare piloti.”

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro? Dove vuoi arrivare?

“Il mio obiettivo principale in questo momento è diventare campione del mondo Moto 3, poi si vedrà.”

Quali pensi siano i tuoi punti di forza? E su quali debolezze pensi di dover lavorare?

“Dal punto di vista tecnico la staccata è uno dei miei punti forti, mentre so che posso migliorare in percorrenza, soprattutto nei curvoni veloci. Come pilota, per carattere, mi aspetto molto da me stesso. Ho una grande passione, ma devo migliorare nella gestione della pressione. Devo un po’ imparare a fare i conti col mio ego quando le cose non vanno alla perfezione.”

Cosa ti piace di più delle Moto3?

 “Quello che amo di più delle Moto3, rispetto ad esempio alle moto stradali, è che sono mezzi da corsa senza compromessi, che ti consentono di essere molto aggressivo quando cerchi di tirarne fuori il meglio. Sono mezzi super reattivi e richiedono una guida fisica: ci vuole forza per farli girare e andare forte nel modo giusto, ed è una cosa che a me piace molto.”

La tua pista preferita?

“Nel mondo? È difficile scegliere, ma penso che dirò Austin, in Texas. La trovo una pista molto varia e divertente, quantomeno con le Moto3 lo è!”

Invece la pista che se potessi eviteresti?

“In realtà mi diverto su tutte le piste, ma se dovessi scegliere eviterei le piste più piatte, quelle senza alcun tipo di dislivello come ad esempio Valencia. Anche se i piloti come me ci sono cresciuti, quelle di questo tipo sono le piste che mi divertono meno.”

Come ti alleni al di fuori delle competizioni?

“Cerco di fare una combinazione tra palestra e allenamento sulla moto. In generale però sono un pilota che preferisce curare la parte fisica stando in sella il più possibile. Mi alleno in moto più o meno tutti i giorni, in diverse discipline. Per esempio alterno il Trial con il Motocross e il Flat Track, ma mi piace anche allenarmi guidando in pista con moto stradali.”

Il tuo sport preferito al di fuori del motociclismo?

“A parte correre in moto amo sciare. Anzi, ho cominciato a sciare prima di andare in moto, a quattro anni. Se non fossi diventato un pilota professionista avrei sicuramente coltivato maggiormente lo sci. È al secondo posto nella mia classifica.”

Raccontaci come sarebbe la tua giornata perfetta.

“Non ci sono dubbi, la mia giornata perfetta è una domenica di gara. Amo tutto del giorno della gara, a partire dalla sveglia: mi alzo e ho già tutta l’adrenalina in circolo. Mi piace sentire la pressione della gare e mi gusto le sensazioni che precedono il momento di scendere in pista. Nei minuti precedenti alla partenza ascolto un po’ di musica e faccio riscaldamento. Mi gusto ogni giro della gara e poi, quando è finita, mi piace sentire tutte le emozioni che si liberano. È come riprendere fiato.”

Cosa consiglieresti a un giovanissimo che volesse intraprendere la tua carriera?

“A un ragazzino che sogna di diventare pilota direi di non mollare mai. Di avere fiducia nell’allenamento e di godersene ogni momento. La cosa migliore che posso consigliare è di dare il massimo in ogni allenamento. Ed è importante non dimenticare gli studi, fare i giusti sacrifici per non tralasciare l’istruzione.”

Cosa ami di più del tuo lavoro?

“La parte migliore viene quando mi infilo il casco e salgo in sella. Sono da solo con la moto. Noi siamo una squadra, e senza la squadra non andrei da nessuna parte, ma è bello avere tutta la responsabilità mentre guidi. Mentre corro il mondo scompare e ogni decisione è mia. È bello sentire questa responsabilità e penso che sia una cosa che insegna molto della vita anche fuori dalla pista.”

E qual è la cosa che eviteresti del tuo lavoro?

“Per il momento nessuna, mi piace anche farmi intervistare da voi giornalisti! [David ride] A volte è difficile perché lingue differenti possono rappresentare un ostacolo, ma va bene. Fa parte del lavoro. Alla fine non c’è niente che non amo di quello che faccio.”

La più grande soddisfazione fino ad oggi?

“È la prima vittoria in Moto3. Salire sul gradino più alto del podio mi ha dato sensazioni che non avevo mai provato. Nelle vittorie successive è stato diverso, ma la prima volta, quando alla sera sono andato a dormire continuavo a ripetermi… wow! Ho vinto una gara in Moto3!”

13 DOMANDE A… JOEL ESTEBAN

Joel, a che età hai cominciato ad andare in moto e con che moto?

“Ho cominciato ad allenarmi a tre anni. Avevo una minimoto elettrica con cui giravo vicino a casa mia. Mio padre mi seguiva e dopo qualche tempo, più o meno a cinque anni, decise di regalarmi una Polini. All’inizio non ero così veloce… ci è voluto tanto allenamento, ma alla fine mio padre, vedendo quanto amavo le moto e che miglioravo ogni giorno, decise di impegnarsi per darmi un’opportunità.”

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

“Parlando di quest’anno il mio obiettivo è vincere il ‘Rookie of the Year’. Mi piacerebbe vincere qualche gara ovviamente, ma è molto difficile. Gli altri piloti sono molto forti e hanno più esperienza di me. Per ora la cosa più importante è pensare a guidare bene e imparare dai piloti più esperti per migliorare. Penso che lavorando sodo e allenandomi tanto potrò raggiungere l’obiettivo.”

Quali sono i tuoi punti di forza e dove pensi di dover migliorare?

“Penso di dare il mio meglio quando sono sotto pressione. Quando è necessario essere aggressivi mi sento a mio agio, e infatti sono forte nei sorpassi in bagarre. Il mio punto debole è la concentrazione. Devo imparare a non perdere la concentrazione in alcune fasi della gara, devo riuscire a essere più costante dal primo all’ultimo giro.”

Cosa ti piace di più delle Moto3?

“Mi piace tutto. Le Moto3 sono prototipi così estremi che ogni componente deve essere calibrato perfettamente. Quello che ne risulta è un pacchetto davvero eccezionale, dove tutto è studiato per andare sempre al 100%, e questo rende le Moto3 dei mezzi da corsa veramente esaltanti da guidare.”

La tua pista preferita?

“Anche se non ci ho mai corso la mia preferita è Phillip Island: ho visto tante gare e l’ho provata sulla PlayStation e mi è sembrata davvero bellissima! [Joel ride] Delle piste su cui ho guidato, invece, la migliore per me è Austin, in Texas. È molto tecnica, difficile da interpretare bene, ma è molto divertente.”

Invece la pista che se potessi eviteresti?

“Bella domanda… Penso che sia Montmelò, Barcellona, perché, anche se non è una pista facile, non ci sono molti punti tecnici dove puoi fare la differenza.”

Come ti alleni al di fuori delle competizioni?

“Per quanto riguarda la preparazione fisica, durante la settimana mi alleno a Cheste, vicino a Valencia. Principalmente corro e faccio palestra, ma pratico anche altri sport che mi piacciono. Poi ovviamente vado in moto: in pista mi alleno con una Yamaha R6 e poi faccio tutto quel che serve per allenare la mente, i riflessi e la concentrazione. Faccio anche Flat Track e Motocross, specialmente in inverno, per allenare la resistenza che è molto importante.”

Il tuo sport preferito al di fuori del motociclismo?

“Faccio tanti sport per allenarmi e ogni tanto gioco a calcio con gli amici. Probabilmente però, al di fuori delle moto, è andare in Mountain Bike il mio passatempo preferito”.

Raccontaci come sarebbe la tua giornata perfetta.

“Sarebbe sicuramente una giornata di gara. E per essere perfetta dovrebbe partire con me in pole position. Un po’ di buona musica prima di prepararmi, poi un po’ di briefing ai box con la squadra e il mio telemetrista. Mi vesto, tuta, casco, guanti, giro di allineamento e si parte! La gara naturalmente la vincerei io, dominando dal primo all’ultimo giro. Anzi no! Con un sorpasso spettacolare all’ultima curva! Ecco, così sarebbe davvero perfetta!”

Cosa consiglieresti a un giovanissimo che volesse intraprendere la tua carriera?

“Di fare le cose con calma, passo dopo passo. È importante ascoltare le persone che ti seguono e cercare di assorbire tutta l’esperienza possibile dagli altri. Un’altra cosa importante è non affrettare i tempi e affrontare tutte le categorie crescendo piano piano.”

Cosa ami di più del tuo lavoro?

“L’adrenalina della gara. L’emozione che regala entrare in una curva e chiudere un sorpasso. E poi c’è il team, che diventa una famiglia. Vincere per la squadra è bellissimo, perché loro ripongono tutta la  fiducia e il loro lavoro in te, e dargli soddisfazione ti riempie di gioia.”

E qual è la cosa che eviteresti del tuo lavoro?

“Gli aerei! Non mi piace volare, e noi invece passiamo un sacco di tempo in aereo. Perché non mi piace? Credo sia per la sensazione di non avere il controllo su quello che succede per aria. Forse se l’aereo lo guidassi io sarebbe diverso!”

Ultima domanda, la soddisfazione più bella fino ad ora?

“Quando sono andato a Barcellona l’anno scorso per la firma del contratto. È il giorno in cui sono diventato un pilota del mondiale!”