QJ Motor SRK 700, la media naked che bada al sodo

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QJ Motor lancia la sua proposta per il mercato delle nude entry level. Con un prezzo di listino sensibilmente inferiore alla concorrenza, la SRK700 saprà garantire altrettante soddisfazioni? Aigor è andato a scoprirlo

Testo: Aigor Foto: E. Giovanetti, I.B.
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Iniziamo da una piccola premessa: se non conoscete il marchio QJ Motor consideratevi scusati. Pur appartenendo a un vero e proprio colosso industriale (il cinese Qianjiang Group, proprietario tra le altre cose di Benelli e Keeway, e con stabilimenti che producono più di un milione di motociclette l’anno), il brand QJ Motor è infatti presente in Italia solo dall’anno scorso – e finora i suoi modelli non erano mai stati particolarmente pubblicizzati.

Le più gustose fra le QJ

La gamma riservata al nostro paese, al momento, comprende una selezione delle proposte più appetibili nello sterminato listino del marchio, e, al di là degli scooter e delle custom, ci sono un paio di modelli che all’ultima Eicma avevano attirato la nostra attenzione.

Uno è un’interessantissima supersportiva 4 cilindri 800cc, la SRK800RR, che quest’anno esordirà nel Mondiale Supersport con alla guida il nostro Raffaele De Rosa, e che abbiamo già in lista per un prossimo test. L’altra è una rappresentante del segmento delle naked entry level, ed è la moto di cui parliamo qui. Si chiama SRK700, è una bicilindrica frontemarcia da 698cc, costa solo 6.590 euro e, sulla carta, vorrebbe andare a rompere le scatole alle varie Yamaha MT-07, Kawasaki Z650, Suzuki GSX-8S, eccetera.

Come dite? Obiettivo un po’ ambizioso per quella che, con un po’ di snobismo, potremmo bollare come un’umile, economica ultima arrivata cinese? È quello che mi riprometto di scoprire in una giornata di pieghe e (si spera) divertimento su un paio di percorsi che ben conosco nei pressi del lago di Como…

QJ Motor SRK 700: ricetta classica

La ricetta della SRK700 è quella di una media naked che bada al sodo, senza troppi fronzoli: il telaio è un traliccio in acciaio, le sospensioni non sono regolabili e a muovere il tutto c’è il classico bicilindrico parallelo usato sulla quasi totalità delle nude entry level. L’unica concessione all’elettronica è data dalla presenza di un display LCD con presa USB, ma per il resto niente aiuti alla guida, niente cruscotto TFT e niente gadget tecnologici di alcun tipo.

Per quanto riguarda il motore, la cubatura da 698cc pone il bicilindrico QJ in vantaggio rispetto sia a quello della Z650, sia alla MT-07, ma in realtà le prestazioni dichiarate (73,4cv a 8.000 giri e 67Nm a 6.000) sono circa equivalenti a quelle della Yamaha – con l’unica differenza di valori di picco raggiunti a regimi più bassi.

Per le sospensioni, al di là del fatto che non sono regolabili – come abbastanza normale per una moto di questo tipo – è interessante notare come all’anteriore sia stata usata una forcella a steli rovesciati di grosso diametro. E a dirla tutta, anche i freni hanno specifiche non proprio scontate in questa categoria: all’anteriore ci sono due pinze radiali (marchiate QJ Motor) che mordono dischi da ben 320mm.

Resta da dire dell’estetica, onestamente abbastanza gradevole. Particolari come il forcellone asimmetrico, lo scarico sottomotore o la presenza delle cover plastiche, a raccordare il radiatore col serbatoio, fanno intuire un certo impegno da parte dei designer nel ricercare un insieme armonioso, che faccia percepire del valore al di là dell’effettivo prezzo di listino. Con un posteriore da 180 invece del 160, forse, la SRK avrebbe guadagnato un aspetto un po’ più muscoloso. Ma del resto, pure Honda ha fatto la stessa scelta sulla Hornet. E a giudicare dalle vendite, hanno avuto ragione loro.

Ergonomia sportiva

La prima cosa che noto quando salgo sulla SRK, è l’ergonomia un po’ fuori dai canoni per la tipologia di moto. La sella è bassa come dovrebbe (790mm), consentendo di poggiare bene entrambi i piedi a terra, ma quando li metto sulle pedane mi accorgo di quanto siano alte, senza essere particolarmente arretrate.

Anche il manubrio è in posizione strana, piuttosto lontano dalla seduta. Ne risulta una postura sicuramente comoda e rilassata, ma non come sulle migliori avversarie di categoria – MT-07 in primis. Probabilmente quando arriverà il momento di darci dentro tra le curve troverò un senso al tutto. Per destreggiarmi nel traffico cittadino, e viaggiare in statale, il fatto di ritrovarmi piuttosto disteso in avanti e con le ginocchia in posizione non proprio naturale limita un po’ quel senso di feeling immediato, che ti coccola fin dai primi metri su una entry level.

Il motore è elastico, ma occhio all’on-off

Detto questo, le caratteristiche per recitare il ruolo da valida naked d’accesso ci sono tutte. La SRK è agile e leggera, consente di sgattaiolare nei contesti urbani quasi con la naturalezza di uno scooter e mette sul piatto un motore pronto e regolare fin dai bassissimi regimi. L’alimentazione non è perfetta, visto che bisogna abituare il polso destro a gestire un certo effetto on/off alla riapertura del gas.

Questa cosa, unita a una corsa a vuoto non trascurabile della manopola, sporca un po’ il relax di guida. Ma a parte questo, il piccolo bicilindrico riprende bene e non accenna a protestare nemmeno facendo scendere il contagiri abbondantemente sotto i 3.000. Dopodiché tira fuori una buona spinta, che prosegue costante fino a circa quota 8.000, con giusto un piacevole incremento di grinta (e di sound) verso i 6.000.

QJ Motor SRK 700: il bicilindrico punta tutto sui medi

Un paio di note. Come erogazione, il motore della SRK sembra puntare molto sui medi, sacrificando l’allungo rispetto a buona parte delle sue concorrenti. Il limitatore arriva poco oltre i 9.000, valore già di per sé piuttosto basso, e in ogni caso non ha molto senso insistere a tirare le marce fin lì, visto che il meglio del bicilindrico arriva ben più sotto.

Questo fa sì che, alla guida, la percezione sia di un propulsore un po’ meno brioso e coinvolgente rispetto ai migliori avversari di cubatura simile, anche se alla prova dei fatti la potenza e la coppia dichiarate sembrano esserci tutte, e sono esattamente quelle che ci si aspetta da una moto di questo tipo.

In generale lo definirei il classico motore che non si abbandona a effetti speciali, facendovi credere di stare andando più piano di quanto non sia in effetti. Ma in realtà, nel misto basta una spalancata di gas, senza troppa attenzione alla marcia inserita, per uscire bene da qualsiasi curva, con anche un buon accompagnamento sonoro e la capacità di farvi finire quasi senza accorgervi a velocità ben oltre quelle che, da buoni principianti, dovreste rispettare.

come va la SRK 700 tra le curve?

A proposito di curve, è proprio nella guida sportiva che il comportamento della SRK700 mi sorprende. Il set-up piuttosto sostenuto delle sospensioni, che sul pavé cittadino e sulle buche mi aveva fatto rimpiangere gli assetti più morbidi di molte concorrenti, si rivela un valido alleato nell’assecondare le mie voglie di dare gas sugli asfalti più lisci.

Nello specifico, nelle pieghe a gas spalancato la SRK rimane piuttosto stabile, richiedendo di darci dentro davvero prima di iniziare a innescare quegli ondeggiamenti che, ad esempio sulla Z650, arrivano abbastanza presto. Stesso discorso per quanto riguarda i trasferimenti di carico in staccata e in accelerazione. L’impianto frenante non è niente male per una entry level, con un buon mordente iniziale e una buona potenza nel momento in cui ci si mette a strizzare la leva. Ma per quanto insista nell’aggredire le curve, la forcella non sembra andare granché in affanno per i miei maltrattamenti, e anche al posteriore, il mono e le Pirelli Angel GT sembrano adeguati a gestire la coppia del motore in uscita.

In men che non si dica mi ritrovo a tenere un ritmo discretamente veloce, con una certa naturalezza e senza particolari patemi. La SRK 700, quando le tiro il collo, non sembra uscire troppo dalla sua comfort zone, nemmeno a velocità in piega che il tipico utente di una moto così difficilmente arriverà mai a sperimentare.

Non è la teppista della categoria

A un certo punto ci prendo gusto e, trasportato dall’entusiasmo, cerco di scoprire se questa QJ Motor sappia dare soddisfazioni anche in fatto di teppismo. In uscita da un tornante lento provo a far decollare l’avantreno con un colpo di frizione in seconda e… niente. Ci riprovo al tornante successivo portandomi indietro col sedere e tirando uno strattone al manubrio e… poca roba: la ruota anteriore si solleva di mezza spanna, col motore che, salendo di giri con una certa flemma anche dopo la mia sfrizionata, mi fa capire che non è portato per certe cose.

Per la cronaca, più tardi, con calma, scoprirò che in prima, partendo quasi da fermi e mettendoci un bel po’ di mestiere, alla fine qualche impennata si riesce anche a ottenere. Ma non fatevi ingannare dalle foto in queste pagine: se cercate una media naked espressamente per fare gli hooligan, la SRK è probabilmente l’ultima che dovreste scegliere.

Preferisce gli asfalti lisci

Altre note che mi sono segnato negli appunti: per quanto si comporti bene nella guida sportiva sugli asfalti lisci, l’assetto della SRK restituisce risposte un po’ secche quando il fondo si fa più irregolare. Cosa assolutamente normale considerando la presenza di sospensioni abbastanza basiche, ma significa anche che, se la qualità della strada che state percorrendo peggiora improvvisamente, non avete alternative al limitare l’entusiasmo del polso destro.

A tal proposito, nella guida sportiva torna a farsi sentire la risposta brusca del gas, che obbliga a fare attenzione quando si riapre a moto piegata nelle marce basse. La potenza a disposizione non è molta, ma come detto il motore è grintoso fin dai bassi, ed è quindi meglio abbondare in dolcezza nella transizione dell’acceleratore dal tutto chiuso per evitare di mettere troppo alla prova il grip del posteriore.    

Quindi, com’è la QJ Motor SRK 700?

Nella nostra ultima comparativa delle medie naked d’accesso (trovate il video qui), avevamo suddiviso le sette concorrenti in due sottogruppi sulla base di elementi come le dimensioni, le dotazioni, le prestazioni e le capacità nella guida all’attacco. Avevamo dunque stabilito che alcune appartenevano al gruppo delle entry level “vere” (Kawa Z650,Yamaha MT-07 e Triumph Trident), mentre le altre erano in realtà delle medie naked “evolute”, adatte quindi a soddisfare anche esigenze superiori a quelle di un principiante (Cfmoto 800NK, KTM 790 Duke, Suzuki GSX-8S e Honda Hornet 750).

Bene, la SRK700 appartiene sicuramente al primo gruppo: è una entry level in tutto e per tutto, e come tale va considerata, pur con alcune caratteristiche che la rendono un po’ diversa nella sostanza dalle sue avversarie dirette. L’ergonomia e la risposta al gas un po’ aggressiva la rendono leggermente meno pratica e accessibile ai neofiti rispetto a MT-07 e Z650.

Ma la SRK, a sua volta, sa offrire qualcosa di più nell’uso sportivo grazie a un assetto più sostenuto e freni di buon livello. Il motore ha un bel sound, pur essendo un pelino meno brillante di quello della Yamaha. Alla fine l’unica area in cui la SRK non è a livello delle sue concorrenti è quella del teppismo gratuito, ma dipende da quanto questo possa valere per voi.

In generale, ciò che conta è che questa QJ Motor è una valida naked di media cilindrata, con una linea piacevole, prestazioni all’altezza e, soprattutto, un prezzo di listino che la rende un’opzione da considerare.