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Yamaha aggiorna la sua supermedia naked con un nuovo look, contenuti tecnologici da top di gamma e vari ritocchi a ciclistica ed ergonomia. Un’hooligan ancora migliore? Aigor, tra un’impennata e l’altra, ci dà il suo verdetto
Testo: Aigor Foto: Yamaha (Godin, Puig)
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Bando ai convenevoli e affrontiamo subito quello che, quando si parla di Yamaha MT, diventa un argomento scottante: l’estetica. Se infatti nessuno ha mai messo in dubbio che la terza generazione della MT-09, lanciata nel 2021, fosse una moto spettacolare in quanto a doti dinamiche e piacere di guida, altro discorso riguardava invece il design. Per usare un eufemismo, “non ha messo d’accordo tutti” ricevendo critiche sia per il frontale, con quello strano faro da “sguardo di Polifemo”, sia per l’eccesso di minimalismo delle sovrastrutture, che lasciavano in vista parti “bruttine” come il clacson o il regolatore di tensione.
Prova Yamaha MT-09: stile più curato

Bene, pare che in Yamaha non siano rimasti insensibili alle critiche, visto che per la versione 2024 della MT-09, per cominciare, hanno introdotto un nuovo design, molto diverso dal precedente. Ecco dunque un frontale inedito, sempre super aggressivo ma un po’ più elaborato e “finito” nelle linee. Il nuovo serbatoio è più sinuoso e accogliente nella zona delle gambe. Varie cover plastiche qua e là donano all’insieme uno stile più armonioso e… nascondono i particolari non belli da vedere. Risultato? Un look indubbiamente più sensato e curato, pur mantenendo quell’unicità che da sempre distingue e fa riconoscere le MT in mezzo alle altre moto.
Ovvio, anche così l’estetica della 09 continuerà a far discutere, ma non c’è dubbio che alla fine il design fuori dagli schemi a molti piaccia. Da quando è stata presentata, a fine 2013, questa Yamaha ha venduto la bellezza di 200.000 esemplari, di cui la metà solo in Europa. Insomma, sui social tutti a criticarla per l’estetica, ma poi di corsa in concessionaria a ordinarla. Ah, ovviamente il restyling non è l’unica novità della MT-09 2024: c’è parecchia carne al fuoco anche per quanto riguarda la sostanza.

Cambia l’ergonomia
A parte l’estetica, gli altri appunti che venivano fatti alla precedente MT-09 riguardavano la posizione di guida, a detta di qualcuno un po’ rilassata. Poi la taratura delle sospensioni, un po’ morbida per la guida all’attacco, e la risposta dei freni, nella norma, ma senza brillare rispetto alle concorrenti. Se devo dire la mia, non ho mai considerato questi aspetti delle vere debolezze della 09. Rimane pur sempre una nuda stradale, quindi progettata per rispondere a esigenze diverse rispetto, ad esempio, a una ipernaked. In ogni caso viene proposta anche in versione SP, casomai si volesse qualcosa di più affilato e specialistico.

Al contrario, della MT mi sono sempre piaciute l’ergonomia super comoda, la praticità per l’uso nel Mondo Reale e le spiccatissime attitudini al divertimento teppistico. Il manubrio alto e la postura col busto bello eretto danno un gran senso di controllo.
Quando dunque ho scoperto che in Yamaha, per la versione 2024, avevano deciso non solo di mettere mano alla taratura delle sospensioni (per ottenere un assetto più sostenuto), ma anche di arretrare e abbassare piuttosto sensibilmente il manubrio e spostare indietro e in alto le pedane, ho temuto che si fossero fatti prendere un po’ la mano. Temevo che nella ricerca di una maggiore sportività avrebbero sacrificato qualcosa delle clamorose doti da funbike della MT. Ma come vedremo, i miei erano timori infondati.
Teconologia al top
Per il resto, confermati sia il fenomenale motore 3 cilindri da 890cc introdotto tre anni fa (che beneficia giusto di una revisione agli ingranaggi del cambio per rendere più fluide le transizioni di marcia), sia il telaio. Sono stati aggiornati i freni con una pompa radiale Brembo (al posto della precedente Nissin). Una novità passata un po’ sottotraccia riguarda il sensibile arricchimento del pacchetto elettronico. Quest’ultimo, in effetti, era già ottimo sulla precedente 09, ma per il modello 2024 Yamaha sembra aver puntato a livelli da vera top di gamma come completezza e raffinatezza dei dispositivi.

Confermati il gas ride by wire e la centralina inerziale a 6 assi. Consentono di avere TC, antiwheelie, slide control e ABS cornering regolabili indipendentemente. Oggi gli upgrade sono dati da un quickshifter, con blipper dalle caratteristiche ancora più sportive (e regolabile nella velocità d’azione) e un’ulteriore riding mode personalizzabile. Si aggiungono anche il cruise control e il freno motore a gestione elettronica. Ultimo ma non da ultimo, arriva un sistema di connettività via app My Ride che, oltre a consentire di gestire i setup elettronici tramite smartphone, rende disponibile la visualizzazione del navigatore direttamente sul nuovo TFT da 5”.
Molto bene, è tutto per quanto riguarda le novità. Non resta che saltare in sella. Mattina presto, temperatura ideale (20°), location da sogno (l’isola di Lanzarote, alle Canarie), 220km di giro di prova e una schiera di MT-09 2024 col motore già caldo pronte per essere strapazzate. Si parte.

Prova Yamaha MT-09: Conferme e novità
La manciata di minuti che impieghiamo per attraversare il paesino da dove partiamo è sufficiente per farmi tirare un primo sospiro di sollievo. Le cose che più mi piacevano della MT non sono cambiate. La nuova postura è effettivamente un po’ più caricata sull’avantreno – è come se il pilota fosse ruotato leggermente in avanti – ma il concetto rimane lo stesso. La 09 si conferma una naked comoda, con un’ergonomia naturale, che ti mette subito a tuo agio e con cui è facile entrare in confidenza.
Per capirci, siamo abbastanza lontani dai concetti di avversarie come la Street Triple 765 RS (che è quasi più una race replica senza carene che non una vera naked) o la Duke 890R (con la sua posizione un po’ motardosa, che richiede un po’ di adattamento). Sulla Yamaha non serve dedicare tempo a farci la mano: tutto è al posto giusto. Il fatto di ritrovarvi leggermente più ruotati in avanti non compromette il comfort, aggiungendo semmai qualcosa in fatto di feeling con la ruota anteriore, che, come vedremo, verrà utile al momento di fare le cose sul serio.

Caccia all’impennata perfetta
Ovviamente un’altra delle cose che mi preme appurare è se la nuova postura abbia avuto effetti deleteri sulle doti da hooligan della MT. Un paio di tocchi sui nuovi comandi a manubrio, riding mode Street, antiwheelie disattivato, primo rettilineo sgombro e… Booom!
Con un minimo tocco di frizione in seconda ottengo il primo di un’infinita serie di mostruosi monoruota che costituiranno il leitmotiv della giornata. Degli oltre 200km di giro, infatti, almeno 180 prevedono come menù una sterminata sequenza di rotonde inframezzate da lunghissimi drittoni d’asfalto, in un paesaggio a tratti semidesertico, a tratti vulcanico.

All’inizio lo spettacolo è suggestivo. Non capita tutti i giorni di guidare su strade ricavate nel bel mezzo di una vecchia colata lavica. Dopo un po’ il susseguirsi di rettilinei, quasi del tutto privi di traffico, diventa una chiara tentazione a dedicarsi a cose un po’ meno romantiche. Del tipo: scoprire in che marcia sia più divertente mettere a candela la MT-09, oppure se i monoruota siano più controllabili usando il riding mode Sport o Street. Per la cronaca, per decollare in prima e seconda basta una manata di gas, in terza giusto un tocco di frizione. Per i riding mode da usare, invece, vanno bene entrambi, visto che la risposta al gas rimane comunque molto gestibile.
Prova Yamaha MT-09: sono nuovi il cruscotto e i blocchetti
Durante il viaggio verso la zona delle curve mi dedico anche a verificare il livello di protezione aerodinamica. E’ molto limitato – come normale su una naked – ma il cruscotto in qualche modo, fino a 120-130km/h, spezza il flusso dell’aria diretta sul busto (io sono alto 1,79), rendendo la MT quantomeno “praticabile” per l’uso autostradale.


Pollice in alto per il cruise control, facile da azionare e regolare. Stessa cosa per il nuovo display TFT, finalmente ampio e chiaro come quelli della migliore concorrenza. Ci sono vari temi grafici tra cui scegliere e la figata di poterci visualizzare il navigatore.
I riding Mode
I riding mode si possono cambiare al volo anche in movimento tramite un apposito tasto (basta chiudere il gas). Posso confermare che sono ormai un lontano ricordo i problemi di eccessiva aggressività del power mode più libero della MT – qui indicato come “1” di 4. La risposta del ride by wire si fa ovviamente più pronta e diretta, ma non ci sono fastidi da effetto on/off, per cui non è un problema usare la modalità Sport (che attiva di default il power mode 1) quando si ha intenzione di tirare il collo alla Yamaha su fondi in buone condizioni.
Se proprio volete la vita facile, passando in Street la risposta al gas diventa un po’ più morbida e il livello di intervento degli aiuti elettronici si alza. La cosa fa stare più tranquilli, ma senza mitigare più di tanto il piacere di sfruttare il vero, grande punto di forza della MT-09: il suo magico tricilindrico.

Motore CP3: aggiornato ma con lo stesso carattere
Come accennato, non è praticamente cambiato rispetto alla precedente versione, ed è una grande notizia. Vuol dire che rimane uno dei migliori motori di classe supermedia attualmente in circolazione, con una gran prontezza di risposta fin dai bassi regimi. Resta la buona flessibilità per trotterellare sottocoppia nei contesti cittadini e la spinta fluida quanto esaltante, quasi da maxi cilindrata. Dai 5.500 ai 10.000 giri vi permette di fiondarvi fuori dalle curve con accelerazioni brucianti, superare i 200km/h in un amen e… – l’ho già detto? – impennare a sfinimento quando ne avete voglia.
Dettaglio non scontato, il CP3 è anche un motore molto coinvolgente. Tira fuori un bel carattere se lo usate a briglie sciolte, e ora le prestazioni vengono ulteriormente sottolineate dal sound di aspirazione “amplificato”. Viene convogliato direttamente verso il busto del pilota attraverso due grate sulla parte superiore del serbatoio. In pratica, è un piccolo trucco escogitato dai tecnici delle divisioni musicali Yamaha per sopperire alla silenziosità di scarico imposta dalle normative Euro 5. E devo dire che funziona.

Prova Yamaha MT-09: gli aiuti alla guida
Per quanto riguarda gli aiuti alla guida, a Lanzarote ci sono condizioni di asfalto e meteo a dir poco ideali, per cui non ho occasione di mettere seriamente alla prova il funzionamento del TC e dello slide control. Le gomme di primo equipaggiamento, le nuove Bridgestone S23, di grip sembrano averne in abbondanza.
Detto questo, con un motore così esuberante, l’anti impennata risulta comunque utile. Se volete andare forte nello stretto – invece di accontentarvi di fare “solo” gli hooligan – spalancando il gas nelle prime due marce l’anteriore tende ad alleggerirsi e decollare, anche quando NON lo volete. Qualcuno potrebbe criticare questa caratteristica, ma fa parte della giocosità della MT-09 – e per me è qualcosa che aumenta il senso di divertimento.
Va anche specificato che l’antiwheelie, se lo desiderate, può avallare le vostre eventuali voglie di teppismo “sicuro“. Nell’impostazione più soft infatti non annulla del tutto i decolli, ma consente all’avantreno di alzarsi fino a una certa angolazione, concedendo il brivido di qualche accelerata con l’anteriore a mezz’aria anche a quelli del tutto negati con le impennate.

Guida all’attacco
Dopo circa un’ora e mezza di viaggio arriviamo finalmente in quella che, ci dicono, è una delle poche vere strade da pieghe di Lanzarote. Sfrutto ogni metro a disposizione per mettere alla frusta la nuova MT-09, e quelle che seguono sono le impressioni che riporto nei miei appunti.
Freni
Buoni in assoluto. Il lavoro della nuova pompa radiale Brembo si fa sentire. La potenza e la prontezza di risposta dell’impianto sono migliorate e anche se non siamo ai livelli della avversarie top di categoria (e, immagino, nemmeno della versione SP, che monta pinze Stylema), non ho particolari lamentele sul lavoro dei freni della MT nella guida all’attacco.

Assetto e sospensioni
Come già spiegato, la nuova postura migliora la connessione con l’avantreno, il che avvicina ulteriormente la 09 al tipico feeling trasmesso dalle naked da sparo più sportive. Per quanto mi riguarda, nel misto medio stretto mi ci trovo alla grande, potendo osare senza problemi negli ingressi di curva a freni tirati, spalancando in uscita e sfruttando la grande agilità del pacchetto per cambiare direzione in maniera fulminea e lanciarmi di nuovo in piega senza sforzo.
Certo, pur con la nuova ergonomia e le sospensioni leggermente più sostenute, la MT-09 “base” rimane una naked pensata anche per l’uso a 360°. Dunque tenendo bene a mente il comfort di guida. Le geometrie sono quelle di una moto “giocosa”, che ama essere sbatacchiata qua e là nel misto. L’assetto non è particolarmente rigido. Quando ci si mette ad aggredire le curve e a usare l’acceleratore a fondocorsa, in certe situazioni possono quindi tornare a farsi sentire quei trasferimenti di carico un po’ più marcati o quei “movimenti” che, come abbiamo ormai capito, sulla MT-09 fanno parte del gioco, più che rappresentare un reale problema.

Pur non essendo affilata come la versione SP (che monta un mono Öhlins), la 09 standard ha un telaio valido. Offre un pacchetto equilibrato e, in definitiva, su strada difficilmente vi troverete mai a dover chiudere il gas per aver raggiunto i limiti della ciclistica.
Un ultimo cenno lo merita il nuovo quickshifter, probabilmente il migliore che abbia provato su una moto di questa categoria. A parte la velocità e la precisione degli innesti e delle scalate, a essere epico è il sound che emette a ogni passaggio di marcia, con un secco “broop!”, in pieno stile “R1 a tutto gas”. Vi fa venire voglia di mettere e togliere marce a caso anche solo per il gusto di risentirlo. Figo.

Prova Yamaha MT-09: Quindi, com’è?
La MT-09 2024 rappresenta un’evoluzione, non una vera rivoluzione rispetto al modello precedente. Quest’ultimo, nel 2021, aveva nettamente alzato l’asticella nella dinastia delle MT. Yamaha ha affinato l’estetica, ha aggiunto ulteriori funzionalità al già notevole pacchetto elettronico, e ha migliorato la componentistica e l’ergonomia. Obiettivo: offrire una moto ancora più efficace nella guida sportiva. Il tutto senza compromettere alcunché di quelle doti che, nella sua categoria, permettevano alla MT di distinguersi e, per alcuni, di farsi preferire a certe avversarie più affilate e determinate. Mi riferisco all’estrema propensione a farvi divertire e alla grande praticità nell’uso a 360°.

In definitiva, se mi chiedeste se per un possessore del precedente modello varrebbe la pena pensare all’upgrade, probabilmente direi di no. I punti di forza della versione 2024, a partire dal fenomenale motore, sono circa gli stessi. Se invece dovessi dirvi se a mio parere questa nuova MT-09 valga i 10.899 euro che Yamaha chiede in cambio, la mia risposta non potrebbe che essere un convinto sì. I contenuti, il piacere di guida e le dosi di divertimento che sa offrire questa moto sono ben al di sopra di quello che ci si potrebbe aspettare da una “normale” supermedia naked.
Ormai, come completezza del pacchetto, la MT-09 è diventata qualcosa di più. E a questo punto non vedo l’ora di poter provare anche la versione SP.

