Triumph fa crescere la Tiger Sport 660 con un nuovo tre cilindri da 798cc, aumenta il livello delle dotazioni e… ottiene una crossover dalle caratteristiche inedite. Relativamente compatta e proposta a un prezzo super competitivo (11.995 euro), la nuova Tiger 800 Sport sembra mettere l’accento sul lato divertente della guida in un pacchetto comunque votato al comfort. Colpo di genio o mix azzardato? Aigor, dal sud del Portogallo, ci dice tutto…
Testo: Aigor Foto: Triumph
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La Tiger Sport 660, la crossover entry level di Triumph, è una moto che ci era piaciuta quando l’avevamo provata. Facile, divertente e sorprendentemente agile e giocosa per un mezzo dall’indole turistica, ci aveva talmente impressionato a livello di guida da farci chiedere come avrebbe potuto essere con un motore un po’ più potente e dotazioni più complete.

Detto fatto, a Hinckley ci devono aver sentiti, perché all’ultima Eicma hanno presentato una nuova versione della Tiger, la Sport 800, spinta da un inedito 3 cilindri da 798cc e arricchita con varie dotazioni, sia per quanto riguarda la ciclistica, sia per l’elettronica. Ciliegina sulla torta? Hanno mantenuto il prezzo entro i limiti della massima accessibilità per una crossover: 11.995 euro.
Dunque, in Triumph saranno riusciti a ottenere quello che hanno promesso? Ovvero un mezzo capace di attirare le attenzioni anche del pubblico degli smanettoni, senza per questo compromettere le attitudini turistiche? Siamo andato a scoprirlo nel sud del Portogallo, per la precisione nella regione dell’Algarve, con un press test che, a livello di meteo, ci ha fatto assaggiare qualsiasi situazione possibile per una moto come la Tiger.

COM’È FATTA
Il cuore della Tiger 800 Sport è un inedito tre cilindri da 798cc, sviluppato partendo dalla base degli altri 3 in linea prodotti da Triumph – il 660 e il 765. Da quanto ci dicono in conferenza stampa, la scelta di aggiungere 33cc al propulsore usato sulle attuali Street Triple (invece di tenerlo così com’era e adattarlo semplicemente all’uso sulla Tiger) è stata fatta per ottenere più spinta ai bassi e medi regimi e, in generale, per rendere più regolare e sfruttabile la spinta su tutto l’arco di erogazione.
Rispetto al 765 della Street RS, abbiamo dunque meno cavalli di picco (il dato parla di 115cv a 10.500 giri contro i 130 a 12.000 della Street), ma con più coppia: 84Nm a 8.000 giri contro gli 80 a 9.500 della naked. Il dato forse più interessante di tutti, però, è che ben 70 degli 84Nm dichiarati sono già disponibili a soli 3.500 giri – decisamente notevole come risultato.

La ciclistica
Dal punto di vista ciclistico, la Tiger Sport 800 eredita molte soluzioni dalla 660, ma con aggiornamenti significativi. Grossomodo confermato il telaio in acciaio (che avevamo definito quasi “sovradotato” sulla 660), le sospensioni contano ora su una forcella Showa a steli rovesciati da 43mm regolabile nell’idraulica, e su un mono regolabile nel precarico e nel freno in estensione.
Per quanto riguarda l’elettronica, il pacchetto comprende i classici riding mode (tre preimpostati e uno personalizzabile) che permettono di gestire il traction control a tre livelli e le tre mappature del gas (Rain, Road e Sport). Il quickshifter con blipper è di serie, così come il cruise control.

Promossa la dotazione di serie
In generale, parliamo di una dotazione tecnologica senza troppi fronzoli né controlli particolarmente sofisticati, ma comunque sensata per il tipo di moto. Degna di nota è la presenza di freni con pinze radiali e dell’ABS con funzione cornering, che su una crossover, che si presume verrà usata in ogni condizione di clima e grip dell’asfalto, rappresenta una dotazione importante. Per concludere, il catalogo di accessori ufficiale comprende vari optional che permettono di trasformare la Tiger 800 Sport in una moto ancora più orientata al turismo. Si va dalle valigie laterali, al bauletto posteriore, ai paramani, alle manopole riscaldabili.


IMPRESSIONI DI GUIDA: COMFORT E PRATICITÀ
Le condizioni meteo del test non sono esattamente da manuale. Nel momento in cui iniziamo il giro di prova non piove, ma non saremo così fortunati nel prosieguo della giornata, tanto che dei 220km programmati, solo 50-60 si svolgono su tratti completamente asciutti. L’ultima ora, addirittura, che ci vede guidare sotto una specie di tempesta tropicale, con acqua a catinelle e raffiche di vento che sembrano mandate apposta per farci provare la Tiger anche nelle situazioni più complicate. Ma andiamo per ordine.
Parlando di una crossover, una qualità fondamentale è il comfort, e la Triumph sotto questo aspetto non delude, offrendo una postura piacevolmente comoda e rilassata nell’ottica dell’uso su lunghe distanze, e una protezione aerodinamica adeguata – grazie anche a un parabrezza regolabile che, sollevato alla massima altezza, mi consente quantomeno di limitare i danni quando finiamo sotto al diluvio.

Prova Triumph Tiger Sport 800: baricentro basso
È anche una moto piuttosto pratica per essere una crossover. Non è alta o imponente come molte colleghe di grossa cilindrata: la sella è posizionata a 835mm, e non sembra nemmeno particolarmente pesante una volta ai comandi. Il dato dichiarato parla di 215kg in ordine di marcia col pieno, che già di per sé non sarebbero tanti per una moto di questo tipo, ma in aggiunta, la Tiger si caratterizza per il baricentro piuttosto basso, che consente di gestire bene la massa una volta in movimento.
Ovviamente non sarà mai a suo agio nello svicolare nel traffico intasato o nelle manovre a bassa velocità come una Street Triple, ma è comunque una delle turistiche più agili e maneggevoli che mi sia mai capitato di provare, quindi a livello di praticità nell’uso quotidiano direi che la Tiger è assolutamente promossa.

Setup sostenuto ma comodo
Durante il test non affrontiamo veri e propri tratti autostradali, ma passiamo abbastanza tempo alla guida per esprimere qualche giudizio sul comfort di viaggio. Per quanto mi riguarda, mi trovo bene in sella e non riscontro problemi di indolenzimenti a braccia, spalle, ginocchia, schiena o sedere – sono alto 1,79 e, alla mia età, ho lombari e ginocchia che non gradiscono a lungo le posizioni poco naturali.
In generale, direi che la Tiger 800 Sport, all’incirca come la sorella 660, si conferma come un sensato compromesso per garantire un buon comfort, senza sacrificare del tutto qualche caratteristica sportiva.

In questo senso va vista in particolare la scelta di regolare forcella e mono con set-up non così morbidi come su altre moto prettamente turistiche. Considerando che qui non ci sono a disposizione le sospensioni semiattive delle ben più costose tourer top di gamma, è una scelta che mi sento di condividere, visto che consente alla ciclistica della Tiger di filtrare senza drammi le tipiche irregolarità degli asfalti cittadini e allo stesso tempo di offrire un sostegno sufficiente a mantenere la moto stabile e in controllo quando i ritmi si alzano.
Prova Triumph Tiger Sport 800: la guida sportiva
Se è vero che apprezzo la comodità della Triumph e la facilità con cui si lascia condurre fintanto che rimaniamo su percorsi con fondo tra l’umido e il bagnato, dove il nostro apripista, giustamente, preferisce mantenere un ritmo “entro i limiti” (nonostante le Michelin Road 5 di primo equipaggiamento gestiscano egregiamente tali condizioni), è quando finalmente il meteo ci concede un po’ di tregua e possiamo darci dentro sull’asfalto asciutto, che la 800 mi regala le migliori soddisfazioni.

Per cominciare, la moto si dimostra sorprendentemente agile e pronta a rispondere ai miei input quando provo a strapazzarla tra le curve. Come detto, il set-up delle sospensioni è un buon compromesso tra comfort e sportività, e devo ammettere che, finché non decido di sconfinare un bel po’ oltre i ritmi a cui, si presume, il clienti tipici della Tiger tenderanno a usarla, sono impressionato da come stia al gioco, assecondandomi senza grossi affanni anche quando mi metto a tirare le staccate bello aggressivo, per poi piegare ginocchio a terra e riaprire senza troppi convenevoli.
Le piace fare la teppista
Il tutto col traction control spento perché, da bambinone quale sono, all’uscita dalle curve più lente non perdo occasione per farmi un’idea sulle “doti teppistiche” della moto. Per la cronaca, so che non a tutti interesserà, ma da buona Triumph tricilindrica, la 800 Sport adora assecondarmi quando la uso per farci po’ di stupidate: impenna facilmente in seconda con un tocco di frizione e poi resta molto stabile e ben gestibile una volta su una ruota. Molto divertente.

Prova Triumph Tiger Sport 800: sportiva sì, ma crossover
Detto che nella guida “allegra” la Tiger se la cava bene, non è comunque una moto fatta per competere al Tourist Trophy, e man mano che insisto con gli strapazzi, iniziano ad arrivare i primi segnali che forse sto chiedendo troppo a un pacchetto di questo tipo. In effetti sto andando davvero forte, muovendomi in sella come su una naked da sparo e usando gas e freni in modalità quasi on/off, e curva dopo curva le grattate sempre più frequenti delle pedane in piega e qualche trasferimento di carico un po’ troppo marcato – anche se mai fuori controllo – mi fanno capire che la Tiger ha più o meno raggiunto i suoi limiti.
Il mono mostra pure di non gradire le manate di gas nelle compressioni alle alte velocità, e in tutta sincerità, seppure sia convinto che si tratti di problemi mitigabili con qualche ritocco all’idraulica e al precarico per rendere l’assetto un po’ più sostenuto, se davvero volete una moto per consumare saponette a ogni uscita del weekend, forse non siete del tutto pronti ai compromessi di una crossover.

Come si comporta il tre cilindri
Per quanto riguarda il motore, il nuovo tre cilindri è stato progettato per garantire un’erogazione più piena e regolare rispetto al 765cc della Street Triple. Se dunque è normale che appaia inizialmente meno “eccitante” nella guida all’attacco – ad esempio, non si sente quel cambio di passo verso gli 8.000 giri che caratterizza la curva di coppia della Street RS – il fatto che non richieda di stare per forza nella parte alta del contagiri per tirare fuori il meglio, rende più facile ottenere la spinta che si desidera in ogni contesto. Che si tratti di trotterellare con una o due marce in più, o che ci si metta a spalancare il gas sul serio.
I 115cv dichiarati potrebbero non sembrare moltissimi in assoluto, ma in realtà è la grande schiena del motore a fare la differenza in questo caso, consentendo di uscire forte da ogni curva e far decollare i numeri sul tachimetro con una semplice spalancata, senza badare troppo alla marcia inserita.

La risposta all’acceleratore, inoltre, è dolce e precisa (solo in Sport si fa un po’ più aggressiva alla prima riapertura), dando come risultato un propulsore con le caratteristiche adatte all’uso turistico e alla guida di ogni giorno – che oltretutto, quando ci si vuole divertire, rende anche relativamente semplice sfruttare tutta la coppia e la potenza di cui è capace.
Prova Triumph Tiger Sport 800: freni ed elettronica
La presenza di pinze radiali marchiate Triumph con dischi da 310mm rappresenta un buon upgrade rispetto alla Tiger 660, ma in tutta sincerità il comparto freni è forse l’unica area in cui la 800 Sport non mi ha particolarmente impressionato. Intendiamoci, nessun vero problema da segnalare, ma nel contesto di una moto con discrete attitudini sportive, la frenata, soprattutto per quanto riguarda la potenza restituita quando si tira la leva, è a livello delle classiche turistiche di media cilindrata – nulla di più.
Ottima, d’altro canto, è la presenza dell’ABS cornering, e giudizi positivi vanno anche al funzionamento del quickshifter con blipper e all’elettronica in generale, con un traction control che non infastidisce troppo quando si decide di lasciarlo acceso nell’uso sportivo e le mappature motore ben calibrate per avere ognuna il suo senso su una moto di questo tipo.


L’unico vero appunto, alla fine, riguarda dunque l’uso di un cruscotto simile a quello delle entry level Triumph, un misto LCD/TFT che, pur risultando chiaro nel fornire le informazioni essenziali, è piccolo di dimensione e sembra un po’ sottotono sia rispetto al resto della moto, sia rispetto agli ampi pannelli TFT a colori montati dalla concorrenza.

QUINDI, COM’È?
Il prezzo di listino, di 11.995 euro, rende la Tiger Sport 800 una proposta estremamente interessante per un pubblico molto eterogeneo. Per questa cifra si ottiene infatti una moto più pratica e giocosa rispetto alla media delle crossover e in grado di coprire brillantemente ben tre ambiti: uso quotidiano, turismo e guida sportiva stradale.
In pratica, chi proviene da una media naked e desidera un mix equilibrato tra comfort e divertimento, potrebbe trovare nella Tiger un modello capace di esaltare le emozioni senza rinunciare alla praticità necessaria per l’uso di tutti i giorni. Se vi piacciono le moto divertenti e capaci di regalare soddisfazioni nell’uso sportivo, ma al contempo non volete rinunciare alla praticità di una moto da tutti i giorni, la Triumph Tiger Sport 800 merita sicuramente una prova.

