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Partendo dalla stessa piattaforma della sportiva RS660, Aprilia realizza la prima Tuono di media cilindrata. Ma che tipo di moto è rispetto alla missilistica sorella maggiore V4? Più facile? Più accessibile? Altrettanto teppistica? Lore è andato a indagare tra i Castelli Romani… Ecco la prova completa dell’Aprilia Tuono 660.

Testo: Lore Foto: A. Cervetti, T. Maccabelli

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Ci risiamo. E onestamente, c’era da aspettarselo. Non era possibile che la naked derivata da una delle sportive più complicate da incasellare in una categoria specifica degli ultimi anni, fosse immune da dubbi dello stesso genere. Anzi, nel caso della Tuono 660, vista l’enorme quantità di moto etichettabili come “nude di media cilindrata” e l’altrettanto ampio spettro dei relativi prezzi di listino, la questione è persino più delicata che per la sorella RS. Dunque chiariamo subito la questione.

Che moto è la Tuono 660?

Alla base del dilemma ci sono delle dotazioni di primo piano. Queste sono accompagnate da un prezzo di listino da super media (10.550 euro), ma con una cilindrata da entry level e prestazioni dichiarate… a metà tra i due mondi. Così, se alcuni hanno tacciato la Tuono 660 di essere solo una entry level troppo costosa, altri le hanno rimproverato di puntare a insidiare 890 Duke e Street Triple R, senza però poter contare su una cavalleria adeguata. La verità? Come spesso accade, sta nel mezzo. Aprilia ha pensato questa moto come il non plus ultra delle nude guidabili con le limitazioni imposte dalla patente A2. Ecco spiegato il motivo dei “soli” 95cv (ovvero il limite massimo per una depotenziabile); uniti però a un peso contenuto in soli 183kg in ordine di marcia, a una ciclistica di alto profilo e a un comparto elettronico da maxi cilindrata.

Di certo è un approccio unico, ma alla prova dei fatti può pagare? Avendo già guidato la RS660 (cliccando qui potete leggere il nostro test), quando scendo nel parcheggio dell’hotel di Grottaferrata e poggio il casco sull’Aprilia Tuono 660 argento e rossa che mi accompagnerà per questa prova, ammetto di avere delle aspettative piuttosto alte.

Accoglienza sportiva

Non appena salto in sella, la Tuono sembra fare di tutto per mettermi a mio agio. Blocchetti e grafiche della strumentazione TFT da 4,3” sono identici alla RS, perciò non ho nulla da imparare. Mi bastano pochi tocchi sui pulsanti per impostare e salvare il riding mode “Individual” con le regolazioni che mi interessano: mappatura più aggressiva del gas, freno motore intermedio, traction control a 3 di 8 e, naturalmente, anti impennata disattivato. So già che più tardi tutto questo mi tornerà utile. Nel frattempo, però, inizio il giro selezionando la modalità più tranquilla, chiamata “Commute”. Mi godo così una posizione di guida comoda e naturale, anche se non del tutto rilassata – in perfetto stile Tuono. Il busto leggermente inclinato verso l’ampio manubrio chiarisce le velleità sportive, senza sacrificare il comfort dato da una sella ben imbottita e da pedane che lasciano un discreto spazio per le gambe.

Aprilia Tuono 660: confidenza fin dai primi metri della prova

Una volta in movimento, il senso di confidenza è istantaneo. Se per cominciare a dare del tu alla RS660, ai tempi del press test, mi erano bastati giusto una manciata di minuti, per farlo sulla Tuono parliamo di una manciata di secondi: siamo appena usciti dal parcheggio dall’albergo e già mi sento come se tra le mani avessi il joypad della mia PlayStation, anziché le manopole di una moto mai guidata prima. E questo nonostante sotto le ruote scorrano strade con un fondo degno di un teatro di guerra.

Nel contribuire alla sensazione di feeling immediato, un ruolo importante lo recitano sicuramente il manubrio alto e la ciclistica. Quest’ultima è sensibilmente più morbida di quella della RS, senza però essere sfrenata. Ma anche il motore ci mette del suo, con una gran flessibilità ai bassi e una risposta al gas tanto precisa quanto dolce, che mi consente di svicolare tra buche e automobilisti distratti con la terza ingranata; un filo di acceleratore e il bicilindrico trotterella senza proteste tra i 2.200 e i 3.000 giri.

Più in generale, posso dire che l’Aprilia Tuono 660 supera a pieni voti ogni prova volta a misurare le sue qualità da entry level. Nonostante la potenza massima sia decisamene sopra la media della categoria, facilità di guida, praticità nell’uso “normale” e accessibilità per i principianti sono assolutamente in linea con quelle delle tipiche naked di media cilindrata.

Riding Mode Dynamic e protezione aerodinamica

Una volta stabilito che la 660 è una moto alla portata di qualsiasi foglio rosa, arriva il momento di scoprire cosa possa fare per quelli che, come me, la patente ce l’hanno già da tempo e con una naked che si chiama “Tuono” considerano anche di poterla perdere.

Appena le strade si fanno più aperte passo al riding mode Dynamic. Come lecito aspettarsi, la risposta al comando dell’acceleratore si fa più pronta, senza però perdere nulla in termini di dolcezza e, mentre le velocità salgono in un tratto di statali a scorrimento veloce, ho modo di apprezzare la protezione aerodinamica che solo una Tuono, tra le naked, può offrire: coi miei 174cm, anche senza chinarmi sul serbatoio ho il busto e il petto protetti, con solo le spalle e il casco in balia dell’aria. Una buona notizia soprattutto per il mio stomaco, che sotto la tuta traforata si sta ancora occupando della colazione.

Riding mode Individual e teppismo

Messi da parte i timori digestivi, e in vista del tratto di strada più interessante del test, passo alla modalità Individual che avevo impostato in precedenza. In questo caso il cambiamento della mappatura del motore e dell’acceleratore è ben più netto; c’è una risposta molto diretta e priva di esitazioni a ogni minima rotazione del polso destro. Percepisco persino un leggero eccesso di prontezza in alcune transizioni dal tutto chiuso, ma non al punto da poterlo considerare un fastidio.

Più che altro vi fa capire che in questa modalità la Tuono 660 inizia a fare sul serio. E per togliermi subito qualsiasi dubbio, dopo una svolta decido di lasciare un po’ di metri tra me e l’apripista per scoprire come se la cavi la piccoletta nell’assecondare i miei istinti teppistici. Seconda marcia, colpo di gas e frizione, et voilà: al primo tentativo l’avantreno punta al cielo con naturalezza, agevolandomi un monoruota così lungo e stabile da rendere orgogliosa pure la sorella maggiore Tuono V4. In tutta sincerità, memore dell’avantreno ben più piantato a terra della RS660, sono anche un po’ sorpreso di come la Tuono mi abbia subito assecondato. Ma la cosa non può che farmi piacere – come livelli di teppismo, la 660 è decisamente all’altezza. E in tutta onestà, i 5cv in meno rispetto alla RS non si percepiscono.

Tutta sua sorella

Anche quando i ritmi iniziano a farsi più serrati, la guida più movimentata, le aperture di gas più aggressive in uscita da ogni curva, non ho l’impressione che la Tuono manchi di potenza rispetto alla RS. So che c’è differenza sulla carta, ma ad annullarla nella pratica, probabilmente, contribuisce il maggior senso di accelerazione insito nella posizione di guida di una naked, oltre al fatto che il gap è confinato nella parte alta del contagiri, intorno ai 10.000; ovvero dove si passa meno tempo nella guida stradale.

In definitiva, anche sulla Tuono, il nuovo 660 Aprilia dimostra di essere un motore molto a punto, brillante e divertente. Oltre che coinvolgente, grazie a un sound di scarico che farebbe giurare a chiunque che ci siano almeno 100cc in più lì sotto. Forse un po’ timida ai bassi per via delle restrizioni dell’Euro 5, la voce del bicilindrico Aprilia diviene piena e convinta ai medi, per trasformarsi in un ruggito da V-twin bello incazzato agli alti.

95 cavalli sono limitanti?

Dopo tanti complimenti, a questo punto immagino cosa vi starete chiedendo: possono bastare i 95cv della Tuono per tenere testa anche a nude da circa 120 come la KTM 890 Duke o la Triumph Street Triple R? In assoluto, no. Ma non consideratela come una bocciatura, perché nel Mondo Reale la Tuono va davvero forte. Il fatto è che con soli 183kg in ordine di marcia, i cavalli del bicilindrico Aprilia sono quelli che servono per garantirvi spasso e velocità nel misto, impennate a comando fuori dalle curve lente e anche un certo gusto quando vi impegnate a spremere il propulsore al massimo. Se state attenti a mantenerlo nella parte migliore del contagiri, sfruttando l’ottimo quickshifter (accessorio consigliatissimo), non credo che la Tuono vi farebbe rimanere davvero indietro rispetto a KTM e Triumph su una bella strada da pieghe.

Il vero limite prestazionale, semmai, lo notereste dalla minor indulgenza con cui un bicilindrico da 659cc accetta una marcia di troppo rispetto a uno da 890, o rispetto a un tre cilindri 765. Sulla Tuono, probabilmente, dovrete lavorare un po’ di più col cambio.

Guida da Tuono

In compenso, rispettando la tradizione delle naked di Noale, in quanto a guidabilità la Tuono 660 non ha timore di confrontarsi con nessuna avversaria. Mentre la sbatto a destra e sinistra sulle strette strade che stiamo percorrendo, trovo presto il suo punto di forza. È il modo in cui riesce a fondere agilità estrema, da naked entry level, e fiducia nell’anteriore, da sportiva di razza.

Che si tratti di buttarla in un tornantino da prima o in una bella piega ginocchio a terra da terza, non ho mai la sensazione che la 660 voglia qualcosa di meno rispetto alla velocità che le do in pasto e all’aggressività con cui le faccio attaccare ogni curva. Va alla corda rapidissima e precisa, per poi seguire diligentemente la traiettoria impostata. Nel complesso la guida è ancora più intuitiva e meno dispendiosa, in termini fisici e mentali, di quella della RS, che già mi aveva conquistato per il modo in cui permette di andare forte senza quasi doversi impegnare a farlo.

Quando sportività e comfort vanno di pari passo

In alcuni frangenti, dove ai ritmi sostenuti si uniscono ondulazioni dell’asfalto e sconnessioni anche piuttosto marcate, l’assetto di compromesso tra sportività e comfort quotidiano rivela un ulteriore vantaggio, riuscendo a copiare l’andamento della strada senza costringermi ad alleggerire il gas. Anzi, in questi momenti sento chiaramente anche la maggior flessibilità del telaio rispetto alla RS. La Tuono sembra fare di tutto per mantenere entrambe le ruote attaccate a terra anche quando l’asfalto si fa fastidiosamente simile a un percorso di enduro.

Una nota di merito, infine, va ai freni, potenti e modulabili proprio come dovrebbero essere su una naked sportiva. Anzi, quella sbavatura nel feeling alla leva che avevo notato sulla RS durante la presentazione stampa, in questo caso non si è minimamente manifestata. Allora i tecnici Aprilia avevano giustificato il problema con le pastiglie nuove, e oggi ho la conferma che non stavano accampando scuse.

Quindi, com’è?

Se fino a questo punto della prova non ho parlato dell’elettronica della Tuono 660 è perché, come da tradizione Aprilia, è perfettamente a punto. Tanto da non intervenire mai a sproposito durante tutto il test, nemmeno quando impostata su parametri più restrittivi. A prescindere dalla presenza dei numerosi gadget tecnologici, tuttavia, che la Tuono 660 non sia una vera e propria entry level credo risulti chiaro da quanto scritto fin qui, riassumibile in una guida da nuda sportiva di alto rango, supportata da un motore talmente brillante da far pensare di potersela giocare con moto di categoria superiore.

Difetti? Onestamente, dopo una giornata intera in sella, non ne ho trovati. Avrei preferito più schiena ai bassi e medi regimi, è vero, ma solo quando ho pensato a come sarebbe buttarla nella mischia contro avversarie di una classe motoristica superiore – le succitate Street R e Duke 890. Un confronto più naturale sarebbe invece con moto come MT-07, Kawasaki Z650, Triumph Trident 660 e Honda CB650R. Concorrenza contro cui, ne sono del tutto convinto, l’Aprilia partirebbe di gran lunga come favorita. A quel punto, però, il difetto starebbe nel prezzo: 10.550 euro sono quasi 2.400 in più della più costosa di questo quartetto.

Una differenza indubbiamente giustificata dai contenuti, ma che Aprilia dovrà impegnarsi a far percepire come tale. Il modo migliore? Dare la possibilità di provare la Tuono 660 a più giovani smanettoni possibili. Perché a quel punto sì, ne sono convinto, saranno in molti a fare carte false per avere quella che è semplicemente la miglior moto guidabile con la patente A2 attualmente in circolazione.

Prova Aprilia Tuono 660: la tecnica

TELAIO

Telaio doppio trave e forcellone sono in alluminio pressofuso. Il primo è realizzato in due metà imbullonate tra loro e privato del punto centrale di ancoraggio al motore rispetto a quello della RS 660. In questo modo si è ridotta leggermente la rigidità dell’insieme, favorendo però la facilità di guida. Le nuove quote ciclistiche dell’anteriore prediligono invece l’agilità: l’offset scende da 28 a 26mm, l’inclinazione del cannotto di sterzo da 24,3 a 23,9°. Modifiche che si riflettono anche sull’interasse, che passa a 1.378mm (-5).

ELETTRONICA

L’elettronica mantiene l’impostazione di base della RS660, con ride by wire e un totale di cinque riding mode: tre nella modalità stradale e due in quella da pista, dei quali uno personalizzabile per ciascuna modalità. Ci sono dunque controllo di trazione regolabile, anti impennata disinseribile separatamente, cruise control, regolazione del freno motore e mappature motore. Rispetto alla sportiva, però, cambio elettronico con blipper in scalata e piattaforma inerziale a 6 assi sono disponibili come accessori a 219 e 450 euro. Nel secondo caso, oltre a rendere più fine l’intervento di tutti gli aiuti elettronici, l’installazione sblocca la funzione Cornering dell’ABS regolabile e le “bending lights”, che illuminano l’interno della curva in piega.

SOSPENSIONI

La forcella USD Kayaba ha steli da 41mm ed è regolabile in precarico ed estensione (sulla RS c’è anche la regolazione idraulica in compressione). Stesso marchio e stesse regolazioni per il mono, privo di leveraggio.

MOTORE

Il bicilindrico parallelo da 659cc è identico a quello della RS660 in versione depotenziabile per la patente A2, dunque con 95cv anziché 100. Testata con distribuzione bialbero, camere di combustione, condotti, cilindri e pistoni sono stati sviluppati a partire dai V4 1.100 delle maxi di Noale, mantenendo invariato anche l’alesaggio di 81mm. La fasatura è a scoppi irregolari, con perni di biella a 270°, per ottenere il carattere (e il suono) dei V-twin sportivi. Il quadro è completato da frizione antisaltellamento, corpi farfallati da 48mm e cornetti di aspirazione a lunghezze differenziate. Per quanto riguarda la coppia, l’80% dei 67Nm di picco è disponibile già a 4.000 giri. Vale la pena di ribadire il peso del propulsore, contenuto in 57kg; mentre ulteriori chili vengono risparmiati grazie alla funzione portante e al forcellone infulcrato direttamente nei carter.

SCHEDA TECNICA

Motore
TipoBicilindrico parallelo, 659cc
Ales. x Corsa81×63,93mm
Compressione13,5:1
AlimentazioneIniezione elettronica, 2 c.f. da 48mm
Potenza max (dich.)95cv a 10.500 giri
Coppia max (dich.)67Nm a 8.500 giri
Elettronica
Ride by Wire / Riding ModeSì / Sì, 5
Traction ControlSì, regolabile e disinseribile
ABSSì,  regolabile
Quickshifter / blipperNo / No (disponibile come accessorio)
Anti impennataSì, disinseribile
Launch controlNo
Ciclistica
TelaioDoppio trave in alluminio
Sospensione ant.Forc. Kayaba, steli da 41mm, reg. in prec. ed est.
Sospensione post.Mono regolabile in prec. ed est.
Freno ant.2 dischi da 320mm, pinze Brembo M4.32
Freno post.Disco da 220mm, pinza a 2 pist.
Dimensioni
Interasse1.378mm
Altezza sella820mm
Peso183kg (in ordine di marcia)
Serbatoio15 litri