La prova delle gomme Dunlop a Misano: KR vs D213GP

KR 109/108 2023: la prova delle gomme Dunlop usate nel CIV

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Dunlop presenta le sue nuove proposte per il massimo delle prestazioni in pista: KR Slick 109+ e 108+, le stesse utilizzate quest’anno nel Campionato Italiano Velocità. Aigor è andato ad assaggiarle, insieme alle D213GP: ecco la prova di queste gomme Dunlop al Misano World Circuit.

Testo: Aigor Foto: Dunlop

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È sempre un compito delicato eseguire il test di nuovi pneumatici slick. Per un semplice motivo: il livello di performance di questo tipo di coperture, ormai, si è alzato a livelli tali che occorrono da una parte una sensibilità estrema, dall’altra la capacità di girare in tempi da gara per farne emergere completamente le caratteristiche. Se sul primo punto, grazie alla mia ultraventennale esperienza di giornalista-tester, non mi posso lamentare, sul secondo… beh, non essendo un pilota professionista, devo cercare di far valere il mestiere e arrivare con l’intuizione laddove i miei best lap non riescono a spingersi.

Detto questo, il motivo per cui Dunlop ci ha invitati al test a Misano delle loro KR Slick e D213GP, è per raccontare ai tipici smanettoni da prove libere le caratteristiche, le novità e le sensazioni che sono in grado di trasmettere queste nuove gomme. Quindi niente ansia da prestazione se non riusciremo a replicare i tempi sul giro di chi le usa nel CIV, e ampio spazio al godimento di una giornata di pieghe in pista.

KR Slick, ecco cosa è cambiato

Piccola premessa. Dal 2022 Dunlop è diventata fornitrice monogomma nella classe regina del Campionato Italiano Velocità, la Superbike, fornendo ai team le KR 109/108 slick. Le nuove coperture che sto per provare sono il prodotto degli affinamenti apportati alle suddette KR in seguito ai suggerimenti ricevuti nel corso della scorsa stagione da parte di team, piloti e Federazione stessa.

Per il 2023 Dunlop ha proposto delle nuove KR: 109+ all’anteriore e 108+ al posteriore, rispettivamente nelle mescole 1 e 3 e 0, 1 e 2. I cambiamenti salienti sono dati da una parte centrale più rigida per la mescola 1 anteriore, studiata per dare più supporto in staccata, senza compromettere tenuta e feeling con la mescola sul fianco. Al posteriore invece i piloti richiedevano maggiore grip al massimo angolo di piega; quindi, gli ingegneri Dunlop hanno rivisto la distribuzione dell’avvolgimento a zero gradi nella parte esterna del pneumatico, applicandola in maniera più distanziata al fine di far flettere un po’ di più la gomma, aumentando l’ampiezza dell’impronta e di conseguenza il grip. Confermata la tecnologia NTEC che permette ai pneumatici di lavorare con pressioni più basse: addirittura nell’ordine di 1,4-1,5 bar.

D213GP: intagliate e omologate per la strada, ma…

Le D213GP nascono come gomme da pista intagliate: in teoria sarebbero omologate per l’uso al di fuori dei cordoli, ma in realtà la certificazione serve per poterle utilizzare nelle corse su strada, e Dunlop stessa ne sconsiglia l’uso al di fuori dei circuiti. Le mescole utilizzate, infatti, pur non essendo “tecniche” come quelle delle KR, per lavorare al meglio richiedono comunque condizioni di asfalto e temperature operative che difficilmente si riuscirebbero a ottenere su un normale percorso da pieghe.

In linea di massima, si tratta di un tipo di coperture indicate per le giornate di prove libere dell’amatore medio, offrendo ottimi livelli di grip, ma con maggior facilità di riscaldamento e di mantenimento della temperatura rispetto alle classiche slick.

Le prime impressioni in pista

Inizio la giornata di test con un paio di turni in sella a delle R6 GYTR, giusto per togliermi un po’ di ruggine di dosso e ripassare i riferimenti del Misano Circuit. Dopodiché, bando ai convenevoli e dentro con un’R1, sempre GYTR, equipaggiata con un treno di KR ancora incerate e appena tolte dalle termocoperte. Le prime sensazioni sono subito ottime per delle gomme slick. In particolare, sono impressionato dal feeling iniziale: mezzo giro e mi sento già sufficientemente in confidenza per poter spalancare il gas e aggredire le curve. Un altro mezzo giro e sento di non avere più alcuna scusa per non mettermi a tirare al massimo delle mie possibilità – ed è quello che faccio.

Tornato ai box, nei miei appunti riporto massimi voti per tutte le voci in cui posso già giudicare le KR: feeling in piega, stabilità, senso di grip all’anteriore e al posteriore, progressività di movimento in tutta la fase di percorrenza della curva. Nello specifico, è proprio quest’ultima caratteristica che mi colpisce delle Dunlop: di solito le coperture molto tecniche sono caratterizzate da profili piuttosto aggressivi, che a volte rendono un po’ nervoso il comportamento della moto. Nel caso delle KR, invece, è tutto molto fluido e prevedibile, il che non fa che aumentare la confidenza man mano che i ritmi si alzano.

KR vs D213GP

Nel resto della giornata continuo la prova alternandomi tra l’R1 GYTR con montate le KR e un’altra con le D213GP. Le stesse moto vengono guidate anche da altri giornalisti, il che mi consente di testimoniare come, verso metà pomeriggio, con ormai almeno sei turni da 20 minuti sul groppone, le KR continuino a garantire un’ottima costanza di rendimento sia in assoluto, sia nel corso della sessione. Anche negli ultimi giri, dopo quindicina di minuti tirati, sinceramente faccio fatica a farle scivolare, anche con TC e slide control dell’R1 settati ai livelli più permissivi. Ma del resto non sono un pilota del CIV… o quantomeno, questa è la scusa che mi ripeto per giustificare i miei vani tentativi di metterle in difficoltà.

Per quanto riguarda le D213GP, le sensazioni in generale non sono così lontane da quelle delle KR. Ovviamente c’è meno grip, ma per il resto il feeling e il senso di confidenza, sia con l’anteriore, sia col posteriore, sono esattamente quelli che vorrei nel momento in cui devo mettere alla frusta una belva da pista come l’R1 GYTR.

Unico dettaglio che mi stupisce, le D213 sembrano rendere la Yamaha più svelta e reattiva negli ingressi in curva rispetto alle KR. Riferisco la mia impressione a Roberto Finetti, uno dei tecnici Dunlop presenti a Misano per il test, e lui mi conferma che si tratta di una scelta precisa in fase di progettazione. Sulle KR, grazie alla particolare scelta dei profili, si è cercata ma maggior stabilità e progressività, in vista delle condizioni e dei ritmi di utilizzo più estremi, mentre la maggior sveltezza delle D213 è stata ottenuta grazie a un profilo più arrotondato del posteriore, invece che all’anteriore.

Quindi la prova di queste gomme by Dunlop, com’è andata?

Come detto all’inizio, non è facile giudicare delle coperture tecniche come delle slick top di gamma, ma per quanto mi riguarda, ho molto apprezzato il fatto che le prestazioni delle nuove Dunlop KR e, soprattutto, il loro feeling, siano stati accondiscendenti e alla portata anche di un normale “smanettone veloce” come il sottoscritto, senza alcuna necessità di adattamenti particolari, né alcunché a intromettersi tra la mia voglia di divertirmi e dare gas con l’R1.

Certo, in alcuni frangenti ho avuto la sensazione di fargli solo il solletico, e a quel punto forse sarebbe stato più sensato usare le D213GP, che probabilmente, se non avete esigenze di best lap assoluto o di gare, rappresentano la scelta migliore per le giornate di prove libere, anche per appassionati piuttosto veloci, in sella a moto di qualsiasi livello di potenza.