Horex VR6 Raw
Horex VR6 Raw

Horex VR6: un 6 cilindri unico per questa modern classic di lusso

No, non si può proprio dire che la Horex VR6 sia bella. O quantomeno, non nel senso che noi smanettoni attribuiamo a questo aggettivo quando parliamo di una moto. Queste però sono considerazioni soggettive, mentre i contenuti oggettivi di questa naked retrò realizzata in serie, seppur con approccio artigianale, sono assolutamente degni di nota.

Il telaio è un doppio trave in alluminio coadiuvato da un telaietto supplementare in fibra di carbonio, le sospensioni sono Öhlins e i freni portano la firma di Brembo, con pinze M50 monoblocco all’anteriore. I cerchi cambiano a seconda dell’allestimento (Raw come quella in foto, Classic o Cafe Racer): possono essere in alluminio forgiato oppure a raggi, prodotti dallo specialista Kineo.

224kg
Il peso a secco dichiarato per la versione Raw, in foto

Ci sono poi l’impianto luci completamente a LED e una coreografica strumentazione TFT a colori da ben 7”. Dal punto di vista elettronico, invece, l’unico aiuto alla guida è dato dall’ABS.

Un propulsore più unico che raro

Dunque cos’è che rende così speciale questa Horex VR6, tanto da convincerci a dedicarle questo articolo? La risposta è nel nome e in quei sei collettori di scarico che fanno capolino da dietro il radiatore. E non si tratta di un semplice sei cilindri in linea, bensì di un motore con architettura VR, a metà strada tra il primo e uno a V. In pratica ci sono due bancate, con uno strettissimo angolo incluso di 15°, ma la testata a tre valvole per cilindro è unica: si tratta di una soluzione rara nel mondo auto, e del tutto unica in quello delle due ruote.

da €35.500 a €46.500
I prezzi f.c. a seconda delle versioni: non esattamente alla portata di tutte le tasche

Per quanto riguarda i freddi numeri, i 1.218cc di cilindrata sono in grado di trasformare la benzina contenuta nel serbatoio in 163cv e 128Nm: non esattamente roba da café racer spompata costruita in garage. Non sappiamo ancora quando la proveremo, però l’abbiamo già sentita accesa dal vivo e, fidatevi, quella che esce dai due scarichi è una pornografica sinfonia meccanica.