Honda Hornet 1000: la prova della hooligan standard

La honda Hornet 1000 ha conquistato immediatamente il pubblico con la versione SP grazie a potenza e piacere di guida. Ma cosa succede se la hooligan di Tokyo deve rinunciare alle sospensioni Ohlins e a tutte le altre dotazioni della sorella più avanzata? La ciurma di Superbike Italia ha messo le mani su una Hornet 1000 base per scoprire se la differenza di prezzo, e dotazioni, è davvero fondamentale su strada…

Testo: Mattia Foto: Aigor, SBI
___________________________________

Lanciare una naked da sparo sul mercato e chiamarla Hornet nel 2025 è una faccenda seria. Significa avere gli occhi del mondo degli smanettoni addosso, inciampare in un flop è un attimo. A Tokyo però non hanno paura. Sfornano una super naked da sparo con pochi fronzoli, potenza da vendere, ciclistica ben sostenuta e… la chiamano Honda Hornet 1000.

Come è fatta?

La Hornet 1000 fa capolino subito in versione versione SP, con tutte le chicche firmate Ohlins e Brembo, ad un ottimo prezzo d’attacco. Ora è il turno della standard, che si è lasciata strapazzare su un pugno di tornanti sopra a Lecco.

La bilancia si ferma a 211 kg, ma il baricentro azzeccato e una buona ergonomia fanno il loro dovere. I valori di potenza e coppia sono rispettivamente di 152 cv (cinque in meno della SP) e 104 nm a 11.000 giri. Il pacchetto elettronico è semplice, ma efficace anche senza piattaforma inerziale. Sulla versione base il cambio elettronico bidirezionale è un optional da trecento euro ed è in grado di migliorare sensibilmente l’esperienza di guida.

Honda Hornet 1000: l’opinione di Mattia

La Hornet 1000 è velocissima, decisamente precisa e capace di nascondere la mole in maniera esemplare. Impossibile, su strada, percepire l’assenza di quei cinque cavalli che sono un’esclusiva della variante SP. Si trovano tutti a ridosso della zona rossa e raggiungerli è impegnativo.

La frenata non è mai sconvolgente, ma l’impianto regge bene le sollecitazioni prolungate anche nella guida all’attacco. Ha la potenza che serve per domare tutti i 152 cv della giapponese, ma forse un set di pastiglie dall’indole più sportiva migliorerebbe il feeling. L’ABS sorveglia con attenzione senza mai diventare troppo invasivo.

Il resto della ricetta è fatto di elettronica essenziale. Manca la piattaforma inerziale, ma il pacchetto è sempre puntuale negli interventi e mai fastidioso. L’unica pecca è quella dell’on-off, ancora molto marcato. Ci vuole un po’ di pazienza per imparare a gestire la riapertura del gas senza sobbalzi da strappa budella. La Hornet 1000 è nervosa quanto basta per portare un po’ di pepe nelle giornate noiose e ama essere sballottata nei cambi di direzione fingendosi un peso piuma.

L’ergonomia è buona e la dotazione, tenuto conto di un prezzo davvero competitivo (10.390 euro), è completa. In più… dicono gli esperti che con un po’ di mestiere sa mettersi con il naso all’insù anche in terza.