Guidare con il passeggero in moto, impennata con Triumph

Guidare con il passeggero in moto: 9 consigli utili

Troppo spesso trascurata, l’arte di guidare con il passeggero in moto richiede tecnica ed esperienza. Non è così scontato che chi sappia andare bene da solo sia in grado di farlo anche con un passeggero. Seguite i nostri consigli e farete più felice chi vi sta sempre dietro… 

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Per molti motociclisti, caricare la compagna sul sellino posteriore e andare a fare una gita in collina è la quintessenza del motociclismo. Per altri invece, l’idea di dover passare la giornata con qualcuno ad occupare il posto dietro è una prospettiva infernale. In realtà, guidare con il passeggero in moto può essere un’esperienza molto gradevole, ma è fondamentale che la si affronti col giusto atteggiamento.

1) Preparare il passeggero

La prima cosa da considerare, quando ci si prepara a portare qualcuno, è capire cosa si aspetti da questa avventura. Se gli serve solo un passaggio fino a casa, è poco probabile che mostri entusiasmo o interesse per l’esperienza in sé. Se si tratta di una gita o ancor più di un viaggio vero e proprio allora è tutto un altro discorso e la questione va affrontata con la massima serietà e magari anche qualche giro di prova a scopo di allenamento.

Per leggere tutti i nostri consigli e tutorial sulla guida in moto cliccate qui o sul tag “La Bibbia della guida” in calce a questo articolo

Innanzitutto dovete preparare il vostro passeggero raccontandogli cosa succede quando aprite il gas, dove deve stare e cosa fare quando frenate, come deve reagire quando la moto scende in piega e come può comunicare con voi durante la marcia, qualora non abbiate un kit di interfono bluetooth (assai raccomandato, peraltro). È possibile che chi sta dietro vi chieda di accelerare o anche di fermarvi per farlo vomitare: quale che sia il messaggio, è meglio capirsi ed essere ben chiari su aspettative e realtà prima di mettere il casco.

2) Guidare con il passeggero in moto: preparare la moto

Preparatevi a portare un passeggero più o meno come fareste per un’uscita in pista – a volte serve mettere mano alle sospensioni. Non fate l’errore di indurire troppo le sospensioni o gonfiare esageratamente le gomme: ci vogliono un po’ d’occhio e qualche tentativo prima di trovare il settaggio giusto. La prima cosa da fare, senza dubbio, è aumentare il precarico della molla dell’ammortizzatore posteriore e gonfiare i pneumatici esattamente al livello prescritto dal costruttore della moto, in genere 2,5 (ant.) e 2,9 bar (post.). In questo modo recupererete un po’ dell’altezza del retrotreno persa dallo schiacciamento dovuto al peso extra, e riguadagnerete una sufficiente escursione per affrontare le sconnessioni dell’asfalto.

Alcuni riducono anche il freno in compressione della forcella, per tenere più basso l’avantreno, ma non è sempre una buona idea: è vero che si aumenta la sensibilità in ingresso di curva, ma l’avantreno andrà a pacco nelle frenate sull’asfalto ondulato. In genere bisogna aspettarsi una moto con più grip al posteriore, ovviamente, ma con uno sterzo più leggero e meno preciso in accelerazione. Considerate che se la vostra ragazza da 50Kg scarsi non avrà un’influenza determinante sulla dinamica della moto, la stessa cosa non si potrà dire per il vostro amico alto 1,90 e pesante più di un quintale…

3) Adeguare lo stile di guida

Voi sapete benissimo cosa vi si sta per presentare sotto alle ruote, mentre il passeggero non ne ha la più pallida idea. Bisogna dargli il tempo di reagire. Nello stesso modo in cui il passeggero di un’auto ha sempre la sensazione di andare al doppio della velocità percepita dal guidatore, ad un passeggero con poca esperienza, una moto può sembrare che vada a velocità sconsiderate.

Potrà anche essere il bello di portare qualcuno, se però non volete farlo scendere terrorizzato, dovete adeguare il vostro stile di guida. Le ripartenze devono essere dolci e progressive: aprite il gas di colpo o mollate la frizione come per un’impennata, e il poveretto, appollaiato sullo strapuntino, volerà sull’asfalto, cosa che lo porterà dritto al pronto soccorso.

4) Guidare con il passeggero in moto: come frenare

Se il vostro passeggero non dispone di un buon punto di appoggio per le mani, durante le frenate brusche vi scivolerà addosso, comprimendovi contro il serbatoio, riducendo il vostro controllo sulla moto, e facendovi rischiare lo schiacciamento dei genitali. Dunque, quando frenate, cercate di essere dolci e comunque mettete in tensione i muscoli delle braccia, in modo da sopportare il carico extra sulla schiena.

Una volta che avrete preso un minimo di confidenza, non ci sarà più bisogno di “spingere indietro” con le braccia, evitandovi un affaticamento precoce, ma ci vorrà comunque un po’ di tempo per capire come ognuno di voi reagisca alle forze di accelerazione/decelerazione.

5) Le curve

Quando poi si scende in piega, il processo di rilasciare i freni ed inclinare la moto deve essere il più graduale possibile. In questo modo la moto avrà il tempo di assestarsi sulle sospensioni e darete possibilità al passeggero per capire cosa stia succedendo.

Prima di partire, ditegli che deve cercare di restare più neutro possibile, evitando di inclinarsi in curva prima di voi o, peggio, di resistere alla discesa in piega: nel primo caso vi prenderà di sprovvista, portandovi a chiudere la curva troppo in fretta, nell’altro sentirete la moto andare dritta. Anche qui, c’è bisogno di un minimo di affiatamento prima che il passeggero si “sincronizzi” ai movimenti del pilota e della moto.

6) Comunicare

Per la buona riuscita di ogni giro, è fondamentale che vi capiate con il passeggero. Prima, durante e dopo la guida. Guidare con il passeggero in moto non deve essere considerata come una prova di mascolinità. Far morire di paura quell’amico che ha deciso coraggiosamente di starvi abbarbicato dietro non è intelligente, né vi farà sembrare piloti migliori. Rendetevi conto che portare qualcuno con voi è una responsabilità enorme: quindi, se si vuole trarne il massimo beneficio, è necessario parlarsi. Prima di partire è fondamentale chiarire cosa l’altro voglia fare e come si senta. Ha paura? Non ha problemi se date gas? Rispondete a tutte le domande che vi vengono chieste.

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Se non potete comunicare a voce tra i caschi stabilite dei gesti da usare durante la guida: “accelera”, “rallenta”, “devo fare pipì”, “tutto OK”, sono i più comuni. Comunque fatelo anche se avete un interfono, perché è possibile che prima o poi smetta di funzionare. Se avete un interfono, chiacchierate abbastanza frequentemente, senza però distrarvi dalla strada e, soprattutto nei lunghi tragitti autostradali, cercate di evitare che il passeggero si addormenti.

Ovviamente questo non è affatto desiderabile: a meno che non abbiate un bauletto e delle borse rigide che gli tengano ferme gambe e schiena, potrebbe correre dei serissimi rischi. Una volta finito il giro, sperando che il passeggero stia ancora bene (e che il suo umore sia orientato più alla felicità che alla disperazione), fate attenzione ai suoi commenti sul vostro modo di guidare e non offendetevi in caso di critiche, ma usatele per migliorarvi.

7) Guidare con il passeggero in moto: dare gas

Prima o poi il passeggero potrebbe fare quello che aspettavate fin dall’inizio: chiedervi di andare più veloce. Teoricamente, è possibile tenere ritmi di guida molto elevati anche con una persona seduta dietro, ma occorre modificare i riferimenti sulla velocità di risposta ai comandi e l’entità delle reazioni della moto.

È fondamentale tenersi molto più margine di quando si è da soli. Il peso extra, contrariamente a quanto si pensi, non influisce granché sulle capacità di accelerazione. Certo, a voi la moto sembrerà molto più lenta, ma la differenza sarà poca cosa. Oltretutto, l’aderenza disponibile al posteriore è nettamente superiore. Questo vuol dire che, soprattutto in uscita di curva, ci si possono prendere più libertà nell’uso del gas, sempreché la moto sia puntata nella giusta direzione.

8) Gli spazi di frenata

Per quanto riguarda gli spazi di frenata, il peso in più non li fa aumentare significativamente, ma rende più difficile il controllo della moto nelle decelerazioni più brusche, soprattutto perché la forcella va in crisi prima.

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9) Guidare con il passeggero in moto: le impennate

Una cosa a cui fare attenzione, durante la guida sportiva in due, sono le impennate. Col peso extra al posteriore risultano molto più frequenti, ma attenzione a non farvi prendere di sorpresa, anche perché il diverso punto di equilibrio può fare brutti scherzi anche se foste già esperti nella pratica del monoruota.

Assicuratevi anche che il passeggero abbia qualcosa a cui appigliarsi. Il maniglione posteriore, quando si va forte, serve a poco: costringe il passeggero a tenere le braccia dietro la schiena, cosa poco indicata durante le forti accelerazioni. In mancanza d’altro, quindi, meglio che si attacchi al vostro busto. Infine, in commercio esistono delle maniglie aggiuntive per passeggero adatte anche alle moto sportive. Noi vi consigliamo quelle che si avvitano attorno al tappo del serbatoio, perché forniscono il miglior punto d’appoggio in ogni situazione di guida.