Eravamo certi che a Borgo Panigale avrebbero fatto le cose in grande per la loro prima homologation special basata sul V4 Desmosedici Stradale. Ma quando abbiamo visto le foto e letto le specifiche tecniche della pazzesca Ducati Panigale V4R (da cui deriverà la moto con cui Davies e Bautista correranno nel mondiale SBK 2019), siamo rimasti a bocca aperta. Rispetto alle precedenti versioni “R”, la V4 è ancora più specialistica, con modifiche che non si limitano a motore, sospensioni e materiali impiegati, ma per la prima volta comprendono anche il design delle carene, che introduce le stilosissime alette tanto in voga in MotoGP per migliorare l’efficienza aerodinamica in pista. Ma andiamo per ordine.

Roba da MotoGP

Il V4 a 90° da 1.103cc della Panigale V4, per rientrare nei limiti delle gare, lascia il posto al Desmosedici Stradale R da 998cc. La diminuzione di cilindrata deriva dalla riduzione della corsa a 48,5mm (con alesaggio invariato) ottenuta grazie a un nuovo albero motore forgiato in acciaio (più leggero di 1.100g), a sua volta mosso da quattro bielle in titanio, che fanno risparmiare 100g ciascuna rispetto a quelle in acciaio delle Panigale V4 e V4S.

I quattro alberi a camme hanno nuovi profili per realizzare alzate superiori, mentre le valvole sono dotate di semiconi in titanio, soluzione utilizzata solo nei motori da competizione. Il risultato è un propulsore che sacrifica un po’ della schiena del V4 1.100, in favore di prestazioni e capacità di allungo da record. Ducati dichiara 221cv a 15.250 giri (+7cv a +2.250 giri rispetto al 1.103cc), con una coppia di 112Nm a 11.500 giri e limitatore posto a 16.000 (in sesta addirittura a 16.500!). Tutto questo in versione omologata, perché con lo scarico racing Ducati Performance by Akrapovic, la potenza massima sale alla folle cifra di 234cv a 15.500 giri.

Non solo superpotenza

Per quanto riguarda le sovrastrutture, la Ducati Panigale V4R è facilmente distinguibile per il pacchetto che comprende plexiglas alto, estrattori dell’aria, carenature laterali e cupolino più ampi e protettivi (per ridurre la resistenza aerodinamica) e, soprattutto, le appariscenti appendici in fibra di carbonio. Da quanto dichiara Ducati, le alette e lo specifico disegno della carena dovrebbero incrementare sensibilmente il carico verticale sulla moto alle alte velocità (si parla di +30Kg complessivi a 270Km/h). Inoltre contribuiscono a ridurre la tendenza all’impennata e a migliorare la stabilità durante le fasi di frenata, ingresso e percorrenza di curva.

Confermato il sofisticatissimo pacchetto di aiuti elettronici della Panigale V4 (con TC, launch control, anti impennata, controllo della derapata e freno motore regolabili), sono stati ovviamente effettuati degli affinamenti in ottica racing. Per le sospensioni, invece, l’impiego nelle gare ha spinto a preferire l’opzione analogica al posto di quella elettronica-semiattiva della Panigale V4S. In ogni caso, parliamo pure qui di componentistica al top della produzione attuale: la forcella è la nuova Öhlins pressurizzata NPX25/30 da 43mm (per ora esclusiva della V4R) mentre il mono è il collaudatissimo Öhlins TTX36. Anche l’ammortizzatore di sterzo Öhlins  abbandona la regolazione elettronica a favore di quella meccanica.

Economica? Non proprio

Altro da dire? Beh, a parte il fatto che non vediamo l’ora di provarla (e di vederla in azione sui campi di gara), prevediamo un prezzo di listino decisamente alto. Quasi sicuramente (fate un respiro profondo) oltre i 40.000 euro richiesti per l’ultima Panigale 1299R.

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