I giri in moto non sono ancora concessi

Coronavirus: la “fase 2” delle moto

L’impatto della pandemia da Covid-19 è stato dirompente. Economia, relazioni sociali, svago: tutto è stato colpito duramente da questa emergenza sanitaria di portata globale, e la nostra passione per le due ruote non fa eccezione (qui abbiamo parlato nello specifico delle prove libere in pista). Ora che siamo entrati in una nuova “fase 2” nell’affrontare il Coronavirus, in cui si cerca timidamente di ripartire, guardando al futuro e contemporaneamente alla sicurezza, cosa possiamo fare con la nostra moto?

Nel momento in cui scriviamo, resta ancora proibito utilizzarla per semplice divertimento. Una prima apertura in questo senso, però, è arrivata giusto ieri dalla Liguria, che ha concesso espressamente questa possibilità. Nel resto d’Italia, invece, bisogna ancora accontentarsi di usare la moto come mezzo di trasporto, all’interno della propria regione, per comprovate esigenze di lavoro, situazioni di necessità o motivi di salute.

Tra le situazioni di necessità, va detto che rientrano tutti gli spostamenti per recarsi presso le attività commerciali consentite; oltre alle visite ai congiunti, di cui fanno parte parenti, affini e affetti stabili, ma non gli amici. Gli spostamenti al di fuori della propria regione, invece, restano consentiti solo per esigenze lavorative, di assoluta urgenza o di salute, oltre che per rientrare al proprio domicilio o residenza.

In ogni caso, se vi muoverete su due ruote con il casco integrale, sappiate che non dovrete indossare la mascherina. Un discorso diverso vale nel caso usiate un casco jet, poiché in alcune regioni (per esempio la Lombardia) l’uso della mascherina è obbligatorio anche all’aperto. Per quanto riguarda il passeggero, potrete portarlo solo se si tratta di un convivente: questo perché la regola aurea di questo strano periodo, ovvero la distanza interpersonale di un metro, non può essere rispettata sulla sella di una moto.

concessionaria Ducati Milano
Si può andare in moto in concessionaria? Sì

Concessionarie aperte e garanzie estese

Dunque, dato che dal 4 maggio le concessionarie hanno potuto riaprire, è possibile andarci anche in moto? La risposta è sì, ma con il limite di restare nella propria regione. Dunque si può sia andare a vedere una nuova moto per acquistarla, sia portare la propria a fare assistenza.

A proposito di assistenza, bisogna segnalare come molte Case abbiano deciso di estendere la garanzia sulle proprie moto: BMW, Ducati, Honda, Kawasaki, MV Agusta, Suzuki e Yamaha sono i principali esempi di costruttori che si sono già mossi in questa direzione. Dato che i termini delle estensioni variano da un marchio all’altro, il nostro consiglio è di informarvi direttamente sui rispettivi siti ufficiali, oppure chiamando la vostra concessionaria di riferimento.

Coronavirus e moto: fase 2 per l’assicurazione

Restando in tema di scadenze, con un certo ritardo, visto che sarebbe stata una misura ben più utile durante il lockdown, è finalmente arrivata la possibilità di chiedere la sospensione dell’assicurazione RC (anche per le auto naturalmente).

In ogni caso, se non utilizzerete la moto, potrete chiedere che la polizza sia sospesa per un periodo che può estendersi fino al 31 luglio, senza che la compagnia possa applicare oneri aggiuntivi o obiettare che non si tratta di una possibilità prevista dal contratto. Attenzione però, oltre a non poter essere guidata, durante il periodo di sospensione la moto (o l’auto) non potrà nemmeno sostare in strada o in luoghi aperti al pubblico, ma solo in un garage privato.

Per ora, invece, le proroghe di patenti e revisioni non hanno subito modifiche rispetto alle disposizioni emanate a marzo. Le prime, se scadute dopo il 31 gennaio, sono estese fino al 31 agosto; le revisioni in scadenza fino al 31 luglio, invece, potranno essere effettuate entro il 31 ottobre.

Campionati a rischio

Infine, un cenno va fatto allo sport motociclistico, che per quest’anno è ormai oggettivamente a rischio, in ogni disciplina e a ogni livello. Tanto per dare un’idea, anche nel caso dei due massimi campionati mondiali, MotoGP e World Superbike, le ultime settimane hanno visto una continua cancellazione di gare. Per questo Dorna sta cercando di definire i contorni di campionati accorciati, nella speranza che la situazione si normalizzi nei prossimi mesi e di salvare la stagione 2020.

Carmelo Ezpeleta
Dorna sta facendo di tutto per salvare i mondiali 2020

Le ipotesi più recenti, di cui ha parlato Carmelo Ezpeleta in apposite conferenze stampa online, vedono un ritorno in pista possibile a partire da fine luglio, con un calendario articolato tra gli 8 e i 12 appuntamenti totali per ciascuno dei due campionati, da svolgersi senza pubblico e con il minimo personale indispensabile. Anche con simili restrizioni, tuttavia, è ancora presto per escludere un completo rinvio al 2021.