KTM 1290 SUPER ADVENTURE S

Se prima di iniziare avessi dovuto scommettere due lire sulla favorita di questo test, molto probabilmente avrei puntato sulla KTM. Spinta da un motore che ha molto in comune con quello della furiosa Super Duke R e sostenuta da un telaio a traliccio con sospensioni semiattive WP di alta gamma, la Super Adventure S, a guardare la scheda tecnica, darebbe l’idea di una specie di missile terra-aria goffamente camuffato da endurona. In realtà non è proprio così.

Non nel senso che non sia un missile – la prova al banco ha restituito 133cv alla ruota, sufficienti per consentire alla KTM di impennare agevolmente in terza e tenere il passo della Ducati ben oltre i 240km/h indicati sul dritto. In questo gruppo, però, la 1290 è l’unica che sembra voler dare una certo valore al proprio DNA da endurona “vera”. È come se il marchio che porta sui fianchi e la parola “Adventure” nel nome la obbligassero a non mettere in secondo piano le sue caratteristiche da tuttoterreno. Un aspetto positivo o negativo per gli esiti del nostro test? Ora lo vediamo.

Endurona vera

Il primo approccio sulla Super Adventure S, come sulla GS, non è proprio rassicurante. Se siete abituati a una sportiva, vi chiederete che senso abbia una moto che richiede impegno (e una certa scioltezza articolare) anche solo per salirci. Ma almeno in questo caso la sella si abbassa sotto al vostro peso, consentendo di poggiare decentemente i piedi a terra e manovrare da fermi con un po’ più di naturalezza.

Una volta in movimento, però, la magia di sembrare più piccola e “normale”, alla KTM non riesce subito bene come alle altre. Delle tre contendenti di questo test è quella che ricorda di più le sensazioni di una fuoristrada vera, col manubrio altissimo e lontano dalla sella, e l’impressione di trovarvi a chilometri di distanza dalla ruota anteriore. Le sospensioni a lunga escursione e il set-up di base piuttosto morbido (anche nell’impostazione più sportiva del sistema semiattivo) inoltre fanno sì che a ogni azione su gas e freni corrisponda un sensibile trasferimento di carico, e sulle prime non è facile immaginarsi come sarà possibile andare forte con una moto dai modi così dinoccolati.

Potenza educata

Ammetto che inizialmente sono un po’ deluso dalla morbidezza della KTM – anche la risposta al gas è nettamente più soft rispetto alla BMW, e in generale mi sembra che la moto manchi di un bel po’ di carattere rispetto alle due avversarie. Ma probabilmente l’errore è mio, che mi aspettavo di trovare una Super Duke R giusto un po’ più alta e con sospensioni un po’ più lunghe – l’avessero fatta davvero così, forse ne sarebbe uscita una tale mostruosità da spaventare pure quei folli di KTM. In ogni caso, si tratta più che altro di concederle un po’ di chilometri per abituarsi ai suoi modi da gigante (fintamente) mansueto, dopodiché la 1290 inizia a prendere senso.

Un paio di tragitti casa-ufficio mi bastano per avere la conferma che un bestione da 250kg con le borse laterali non è il massimo per sgattaiolare nel traffico delle vie del centro, mentre nelle sparate autostradali la KTM se la cava egregiamente. Visto che questa è una comparativa, va detto che il senso di relax, mentre viaggiate col cruise control impostato sui 130-140km/h, non è a livello dell’iperprotettiva Multistrada, ma rimane comunque ottimo – pure la Super Adventure vi dà l’impressione di poterci attraversare un continente fermandovi solo per fare pipì e benzina. Un unico appunto va all’assenza delle manopole riscaldabili – mancanza piuttosto inspiegabile su una moto così – mentre una nota di merito va al display TFT – enorme, chiaro e leggibilissimo in ogni situazione. Ci fosse anche Netflix sarebbe perfetto.

Ma ora bando alle ciance: come va la 1290 nella guida all’attacco? Molto bene. Anche considerando che in KTM non paiono aver fatto molto per renderla adatta a un uso di questo tipo.

Il motore, ad esempio, ha caratteristiche che sembrano pensate prima di tutto per facilitarvi la vita casomai voleste farci dell’off-road, scambiando i poderosi calci nel sedere ai bassi e medi del 1290 montato sulla Super Duke R, con un’erogazione che, per dolcezza e fluidità, evoca immagini di immense cascate di miele. Parliamo pur sempre di oltre 130cv veri e di una coppia che supera i 120Nm a meno di 7.000 giri – eppure la spinta del bicilindrico austriaco è talmente fluida, e mantiene sempre una tale educazione nel rispondere alle manate di gas, da farvi chiedere se ci sia davvero bisogno di aiuti elettronici per un motore così.

Impennate? Sì grazie!

Noi nel dubbio li abbiamo tenuti quasi sempre spenti (operazione che purtroppo va ripetuta a ogni riaccensione del quadro), sia per essere sicuri di non perderci nemmeno una frazione della pastosissima spinta del 1290, sia per goderci le capacità della KTM in una pratica in cui, questa sì, eccelle esattamente come la cugina Super Duke: le impennate. Per la cronaca, sono conscio che interesserà a pochi, parlando di moto di questo tipo, ma se siete fan dei monoruota e state prendendo in considerazione l’acquisto di un’endurona, andate dritti in un concessionario KTM e preparatevi all’idea che vi farà perdere la patente.

Tornando a noi, confrontandolo con le avversarie, il bicilindrico della Super Adventure non avrà l’incredibile spinta ai bassi del boxer BMW, o la grinta agli alti del Testastretta Ducati – e alla fine, nella guida “allegra”, è anche meno coinvolgente rispetto alle avversarie – ma è comunque potentissimo, spinge come un forsennato a ogni regime e accetta con nonchalance di divorare interi tratti di misto senza farvi toccare il cambio. Come potreste lamentarvi di un motore così, tra l’altro supportato da una ciclistica che, man mano che il gioco si fa duro, non accenna a tirarsi indietro?

Morbidezza competente

In effetti, per quanto riguarda la guida, il discorso non è molto diverso da quello fatto per il motore: la morbidezza generale della ciclistica vi spingerebbe a pensare che la Super Adventure non sia fatta per certe cose e che inizierà a protestare alla prima piega ginocchio a terra. E invece, a differenza della BMW, non si tira indietro man mano che i ritmi si alzano – anzi.

Come detto, se siete appena scesi dalla GS, sulla 1290 dovete completamente ricalibrare le sensazioni e i riferimenti, abituandovi al fatto che se farete lavorare gli ottimi freni Brembo, in staccata l’avantreno affonderà come se dovesse infilarsi sottoterra. Ma è solo questione di aspettare che il trasferimento di carico si completi, dopodiché la ruota anteriore farà esattamente quello che vi aspettereste, comunicandovi con parole chiare lo stato del grip e quanto possiate ancora osare prima di rischiare una gita nel fosso.

Ok, rispetto a una moto da sparo “vera” (naked o carenata) rimane sempre quella sensazione di avantreno “un po’ lontano” che vi tiene sul chi va là quando vi mettete ad aggredire le curve, e le sospensioni settate morbide non consentono alla Super Adventure di essere stabile come una sportiva – soprattutto se guidate di corpo, muovendovi col sedere sulla sella e facendo forza sul manubrio. Ma in tutta sincerità, non è una moto che oltre certi limiti vi induce a mollare il gas: vi fa capire che quello che le state imponendo non è il suo mestiere, ma poi non si tira indietro.

La dimostrazione di quanto detto l’abbiamo avuta durante uno degli ingarellamenti più indiavolati della giornata. Lasciata indietro la GS, sulla KTM e sulla Ducati siamo stati costretti a darci una calmata quasi solo per raggiunti limiti di luce a terra, tra pedane scintillanti, valigie seriamente a rischio e slider degli stivali ridotti a mozziconi.

Più istruita del previsto

In definitiva, se devo essere onesto, mi aspettavo un po’ più di sana ignoranza dalla 1290 – un po’ meno endurona e un po’ più Super Duke, per capirci. Ma a pensarci, c’è già la Super Duke GT a svolgere il ruolo di “tuttofare per psicopatici” nel listino KTM, quindi probabilmente è giusto che la Super Adventure S offra quello che ci si aspetta da una moto del genere. Dunque sì, è una fantastica endurona, capace anche di andare molto forte, ma in due parole, no ragazzi, ci spiace: nemmeno con lei potrete mai pensare di violentare un misto di montagna con la velocità e la sicurezza di una Super Duke R.