Per molti smanettoni la guida in moto sul bagnato è un male da evitare. Appena il cielo si scurisce e cominciano a cadere un po’ di gocce, subentra una sorta di blocco psicologico. Quest’ultimo porta a irrigidirsi, innervosirsi e, in generale, a rendere poco gradevole tutta l’esperienza di guida. Eppure, credeteci, la guida con la pioggia può essere un divertimento, se affrontata col giusto approccio. È tutta questione di aprire la mente, liberarsi dalle paure immotivate e… Sapere cosa aspettarsi.

Ciò che giustamente preoccupa i motociclisti, sul bagnato, è la netta riduzione dell’aderenza della superficie stradale. E questo provoca il timore di poter perdere il controllo e cadere da un momento all’altro. Il problema è che se questo timore ci accontentiamo di subirlo – invece di provare ad affrontarlo – può portare a un circolo vizioso di ulteriori insicurezze. Che non faranno altro che peggiorare il nostro stato mentale e rafforzare la sensazione che quel maledetto asfalto bagnato prima o poi ci tradirà. Per fare in modo che ciò non accada, vi consigliamo di prendervi due minuti, mettervi comodi e leggere i nostri consigli. Vedrete che la guida in moto sul bagnato non è poi la fine del mondo. Anzi, può essere un ottimo modo anche per migliorare le vostre abilità sull’asciutto.

Per leggere tutti i nostri consigli e tutorial sulla guida in moto cliccate qui o sul tag “La Bibbia della guida” in calce a questo articolo

1) Fidatevi delle vostre gomme

Iniziamo con un paio di considerazioni banali, ma non per questo trascurabili. Primo, le moderne gomme sportive stradali, con le loro mescole multiple, sono progettate per funzionare bene anche in condizioni climatiche avverse. Quindi, a meno che non montiate delle slick, oppure pneumatici rinsecchiti di 10 anni fa, non pensiate di scivolare alla prima goccia di pioggia. L’importante è dare alle gomme il tempo di entrare un minimo in temperatura (a tal proposito, potrebbero rivelarsi utili i nostri consigli riguardo alle gomme da pista: li trovate cliccando qui), dopodiché potrete concentrarvi sul capire il livello di grip che vi possono offrire in relazione al tipo di fondo che state affrontando. 

 

2) Usate i controlli elettronici

Seconda considerazione: se la vostra moto è provvista di aiuti alla guida, usateli! I riding mode “Rain” sull’asciutto sono fin troppo intrusivi, ma con la pioggia acquistano senso. Sono fatti apposta per semplificare e rendere più serena la guida sul bagnato, addolcendo i comandi del vostro polso destro e controllando le vostre azioni sulle leve dei freni. Questo renderà le accelerazioni più morbide e metterà sul chi va là ABS e TC al minimo segnale di perdita di aderenza. Inoltre, il fatto di sapere che c’è una “rete di sicurezza” che lavora per voi, è un aiuto psicologico da non sottovalutare. Vi permetterà infatti di rilassarvi e concentrarvi sulla guida, invece di lasciarvi prendere dall’ansia di cadere da un momento all’altro.

3) Prendete la guida in moto sul bagnato come una nuova sfida

L’approccio fondamentale, per provare a vedere la guida in moto sul bagnato sotto una nuova luce, è relativamente semplice. In breve, dovete accettare e metabolizzare, prendendola un po’ come una nuova sfida, l’idea che guidare sul bagnato richieda tecniche, pratiche e comportamenti diversi rispetto a farlo sull’asciutto. Immaginate la vostra prossima uscita sotto la pioggia come un esercizio per migliorare la vostra sensibilità e le vostre abilità in moto in senso assoluto. Non solo sul bagnato. Perché è ovvio: se imparate a gestire bene il vostro mezzo quando le condizioni di grip sono critiche, una volta tornati in condizioni ottimali, tutto vi sembrerà più facile del solito.

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4) Siate delicati in ogni vostra azione

Ovviamente bisogna procedere un passo alla volta, ma fondamentale è focalizzare subito l’attenzione sull’essere più morbidi sui comandi; in questo modo eviterete quelle reazioni brusche che potrebbero mettere in crisi il grip delle gomme. Inoltre, bisogna essere ancora più concentrati sulle traiettorie da percorrere, per descrivere linee più tonde e pulite possibili, che limitino al minimo l’angolo di piega in relazione alla velocità di percorrenza. Importante è anche la postura sulla moto (cliccando qui potete leggere il nostro approfondimento sulla giusta posizione di guida per la pista). Occorre restare rilassati, evitando di irrigidirsi su manubrio, sella e pedane, che vanno invece usati come importanti “sensori”. Questo vi permetterà di avere un feedback sempre immediato e attendibile su quanto sta succedendo tra le gomme e l’asfalto.

In generale, comunque, la chiave per guidare con serenità sotto la pioggia è essere delicati con tutti i controlli e anticipare le situazioni che potrebbero evolversi in problemi. Ecco perché è necessario essere ancor più “preventivi” piuttosto che “reattivi”. Sotto certi aspetti, si può dire che il fatto di dover programmare ogni azione e concentrarsi sul descrivere traiettorie sempre ottimali, sia un approccio simile a quello che si usa per la guida in pista. Paradossale, vero? Eppure è così. Se partite dall’idea che guidare (bene e divertendovi) sul bagnato sia un po’ come andare a un trackday, il vostro atteggiamento mentale sarà già quello giusto. Passiamo ora a qualche suggerimento pratico.

5) Gas e freni

Uno degli elementi più importanti da considerare, quando si guida in moto sul bagnato, è come e quanto si possano usare l’acceleratore e i freni. Cercate di trattarli usando le maniere dolci. Senza chiedere troppo alle sospensioni o ai pneumatici. In questo modo potrete capire progressivamente quanto si possa spingere, e acquistare sicurezza per osare sempre un pochino di più.

6) Elettronica

Abbiamo detto che vale la pena sfruttare gli aiuti elettronici, ma occhio a non esagerare. A meno che non disponiate di una moto con ABS Cornering, non vi aspettate che il vostro ABS “standard” faccia miracoli durante una pinzata improvvisa, magari in piena piega, su un palmo d’acqua. Stesso discorso per il controllo di trazione. In uscita di curva difficilmente un buon TC settato in modalità Rain vi farà scherzi. Tuttavia, in percorrenza, ad esempio aprendo e rilasciando bruscamente il gas con la moto in piega, le cose potrebbero complicarsi. Il trucco sta nel guidare facendo finta che gli aiuti elettronici non esistano. Usando la consapevolezza della loro presenza soprattutto come conforto psicologico.

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7) Traiettorie

Come detto, concentratevi sulle traiettorie. Sul pennellare le curve e i cambi di direzione invece di aggredirli. Sull’eseguire ingressi fluidi e uscite progressive, col motore che aumenta la potenza scaricata a terra in maniera molto graduale; solo così sarete in grado di percepire il momento esatto in cui la gomme posteriore inizia a perdere grip. Non fatevi mai prendere dalla foga di tagliare una traiettoria o rendere più spigolosa una linea per cercare di non farvi seminare da chi vi precede. Non è così che andrete più forte, bensì rimanendo concentrati e perfezionando via via le vostre tecniche di piloti da bagnato.

8) Guida in moto sul bagnato: fate attenzione alle condizioni dell’asfalto

Quando finalmente pensate di avere acquisito la giusta confidenza, non abbassate la guardia, perché non tutti gli asfalti bagnati sono uguali. Se vi trovate sotto un acquazzone dopo un lungo periodo senza pioggia, aspettatevi un fondo più scivoloso del solito. Tutto lo sporco e la polvere, che hanno avuto tempo di accumularsi negli anfratti dell’asfalto, verranno improvvisamente liberati creando una patina estremamente infida. Se è un po’ che piove, invece, la pioggia dovrebbe aver lavato via il peggio, lasciandovi da affrontare solo una semplice superficie bagnata.